Comunicare positivamente con tuo figlio

Comunicare positivamente con tuo figlio

Comunicare con un bambino è un arte unica con le sue proprie regole e
significati.

Haim Ginott
Ricordi ancora?
Ricordi ancora quando hai visto per la prima volta tuo figlio? Ricordi
come ti sentivi? Senti ancora quella piccola scossa elettrica che ti
percorre il corpo, mentre rivedi quella scena come in un film?
Bene, la prima immagine che ho avuto di mio figlio è quando l’infermiera
ha aperto un tenero fagotto bianco ed è comparso all’improvviso un
esserino con gli occhi chiusi, rossiccio in volto e con molta bava in bocca.
Non ci credevo. Continuo a non crederci. Vederlo ogni giorno è un
miracolo. Sì, perché i miracoli non sono solo le guarigioni inspiegabili per
la scienza o i molti episodi del Vangelo. I miracoli avvengono in
continuazione. I miracoli avvengono anche senza volerlo. Basta saperli
riconoscere.

Comunicare positivamente con tuo figlio

Comunicare positivamente con tuo figlio
Mio figlio è un miracolo. Vederlo sorridere, sentirlo mentre mi chiama,
immaginare chi sarà  un giorno quando noi non ci saremo più: questi
sono miracoli.
Avere un figlio significa crescere, ridere, imparare, cadere e risollevarsi,
raggiungere le stelle, cadere nel buio di dubbi e paure.
Dove c’è un figlio c’è insomma vita. Una vita intensa, turbolenta, gioiosa,
disordinata, dolorosa, segnata da tante sorprese, come quando ci
sentiamo dire da nostra figlia in lacrime Mamma, ti amo oppure Papà ,
ti ammiro molto per il lavoro che fai.
Allevare un figlio è la più meravigliosa responsabilità . Nessuno può dire
di essere perfetto. Tutti commettiamo, inevitabilmente, degli errori. E a
volte ci chiediamo: come posso migliorare la qualità  della relazione con i
miei figli? Come posso trasformare il rapporto che ci lega in un’occasione
di crescita anche per me?

Come posso creare un ambiente familiare in cui sia noi genitori sia i
nostri figli possano sentirsi veramente bene, instaurare dei rapporti
aperti, creativi e stimolanti per tutti? Beh, la mia esperienza personale e
professionale dimostra che ci sono dei ben precisi passi da compiere per
raggiungere quest’obiettivo. Ma prima di cominciare ad illustrarveli vorrei
fare una breve premessa.

La chiave per avere successo nelle comunicazione con tuo figlio
Sai qual è la parola magica che ti consente di instaurare una relazione
positiva con tuo figlio?
Spero a questo punto di averti incuriosito un po’. So che ti stai chiedendo
quale sia questa parola. Amore, fiducia, responsabilità, impegno ecc…
sono tutte parole importanti, ma a nulla valgono senza che riesci ad
instaurare con i tuoi figli fin dall’inizio una relazione basata sul rispetto
reciproco.
Ecco la parola che stavamo cercando: rispetto. Quando comunichi con i
tuoi figli con rispetto e loro fanno lo stesso con te, allora avrai
enormemente contribuito ad aumentare la qualità e la gioia del
conversare con loro.
Senza creare una relazione ed un tipo di comunicazione basata sul
rispetto, a nulla valgono i suggerimenti che presento in questo libro.
Come ti dicevo, ci sono sette passi da compiere per comunicare
positivamente con i tuoi figli. Si tratta di sette segreti che ci spingono
inevitabilmente a riflettere a fondo sul nostro ruolo e sulla nostra pratica
di genitori.
Ti assicuro per esperienza diretta che seguire questi semplici principi ti
aiuterà  enormemente a migliorare la tua comunicazione con i tuoi figli.
Un avvertenza: NON cercare di applicare TUTTI questi sette passi
insieme. Concentrati solo su UNO di essi, e mettilo in pratica OGGI
STESSO. Una volta che avrai raggiunto il tuo obiettivo dedicati a
sviluppare le altre competenze.
Vediamo ora insieme di che si tratta…

1. Ricorda la tua infanzia

Chiudi per un momento gli occhi e ricorda come eri da piccolo/a. Cosa ti
piaceva? Cosa ti disgustava? Che paure avevi? Qual era l’adulto per te
più simpatico? Perché? In che modo potresti essere ora TU come lui o lei
nei confronti dei tuoi figli?
Lasciati andare al ricordo. Prenditi il tempo che vuoi. Poi scrivi le risposte
alle domande che ti abbiamo proposto.
Qual è lo scopo di quest’esercizio? Semplice. Ritornare un pò bambini.
Cercare di vedere il mondo con gli occhi dei tuoi figli.
Che significa essere un bambino? Come ci si sente e come si pensa da
bambino? Una volta che avrai in mente questo, potrai davvero
cominciare a capire tuo figlio oggi.
Ti sento già  dire: Giuseppe, ma oggi il mondo è diverso. Certo che è
diverso. Tuttavia alcuni bisogni del bambino rimangono invariati o per lo
meno piuttosto stabili nel tempo. Capirli significa compiere il primo
importante passo per comunicare positivamente con tuo figlio.
Scrivi ora qui di seguito le immagini che ti sono venute in mente:
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2.Incoraggia l’autostima di tuo figlio

 

Secondo lo studioso S. I. Hayakawa 'Tuo figlio diventerà  ciò che tu gli
 dici che sia. Vorrei pregarti di riflettere un attimo sulla potenza di
 questa frase. Ciò che tu dici a tuo figlio, cioè, lo influenza a tal punto da
 indurlo a diventare la persona che tu pensi che egli sia.
 Ti è mai successo di dire frasi come Antonio, non diventerai mai
 nessuno nella vita? o Il cane è più intelligente di te o ( inutile che
 giochi a pallavolo, tanto si vede chiaramente che non sei portato) e
 l'elenco potrebbe continuare.
 Sai, non è che non amiamo i nostri figli. E che a volte ci manca un pò di
 allenamento alla buona comunicazione ed un pò di tatto.
 Il bambino, a differenza dell'adulto, non possiede dei meccanismi di
 difesa forti che gli permettono di schermarsi dai duri colpi inferti alla sua
 autostima, cioè alla percezione del suo valore. Pertanto è
 particolarmente vulnerabile a tutti i commenti che minano alla base il
 senso del suo valore come individuo in formazione.
 Ti invito a riflettere per un momento sulle seguenti domande e a
 rispondervi con la massima sincerità  possibile. Prenditi qualche minuto di
 tempo per questo esercizio. Ecco le domande:
  • Ascolto davvero i miei figli?
  • Mostro rispetto per loro?
  • Coltivo un’attitudine mentale positiva verso mio figlio?
  • Quanto incoraggio mio figlio a sviluppare le sue abilità  ed i suoi talenti?

3.Risolvi i problemi alla radice

Alcuni dei problemi più ricorrenti nelle famiglie sono: tuo figlio fa

sempre storie prima di andare a letto, si rifiuta di mangiare, vuole
vedere troppa TV, non collabora con le faccende domestiche, trascura
i compiti scolastici, vuole imporre la sua proprietà  su giocattoli non
suoi ecc…
Problemi come questi possono essere risolti? Certo. A patto che non si
stia al gioco del bambino. E’ meglio piuttosto far capire chiaramente
quali sono i comportamenti accettati e quali no, dicendo ad esempio:
Marco, non ho alcuna intenzione di discutere con te. Non voglio
alzare la voce e non voglio che tu la alzi con me. Ti ascolterò e
cercherò di capire il tuo problema. E mi aspetto che anche tu mi possa
capire.
Quest’inizio di conversazione serve a gettare le basi per risolvere i
disaccordi. Dopo di che è necessario che tu:

  • Analizzi attentamente il comportamento problematico, utilizzando
    l’ascolto attivo.
  • Sia assolutamente chiaro/a a proposito delle tue aspettative nei
    suoi confronti.
  • Esprima gratitudine ed elogi tuo figlio quando si comporta secondo
    le tue aspettative.
  • Eserciti la tua autorità  in modo calmo, ma fermo.

4.Stabilisci un”codice della comunicazioneâ” e seguilo
Nell’educazione di tuo figlio è importante che tu possa mettere in pratica
esattamente il tipo di comportamento e di interazione che ti aspetti da
lui o lei nei tuoi confronti. Se sei abituato a gridare, tuo figlio imparerà  a
gridare. Se usi sarcasmo nei suoi confronti, anche lui o lei lo userà  nei
tuoi. Se vuoi pertanto che tuo figlio si comporti verso di te in un certo
modo, è opportuno che tu pratichi il comportamento che ti aspetti.
Questo sarà  molto più facile se tu hai stabilito un tuo “codice della
comunicazione. Cos’è un codice della comunicazione? E’ uno
strumento che ti permette di allineare i tuoi valori al tuo modo di
comunicare con tuo figlio. Per crearti un codice della comunicazione è
fondamentale che tu risponda alle seguenti domande:

  • Quali obiettivi voglio raggiungere attraverso la comunicazione con
    mio figlio?
  • Qual è il modo migliore per procedere in direzione del mio
    obiettivo?
    Alcuni obiettivi degni di considerazione sono ad es.: sviluppare rispetto
    reciproco, promuovere l’autodisciplina, costruire l’autostima, sviluppare
    un sano senso dell’umorismo ecc..¦
    Prenditi un pò di tempo per riflettere e completa l’esercizio. Ti assicuro
    che questo esercizio da solo vale ORO. Metti in pratica il codice prescelto
    e vedrai come cambia in meglio la comunicazione con i tuoi figli!

5.Accostati al mondo di tuo figlio

Immaginiamo ora che tuo figlio ti dica Mamma, l’altra notte ho ucciso
un mostro terribile. Come risponderesti? Dicendo: Lascia perdere, i
mostri non esistono Uau! Ti ci sarà  voluto un grande coraggio!…è
Spero tanto che tu abbia deciso di rispondere a tuo figlio nel secondo
modo. Perché? Perché i bambini, specie in età  pre-scolare, vivono in un
mondo tutto loro, fatto di stelle, pianeti, principesse e alberi volanti.
Sono capaci di un’immaginazione molto più vivida di quella dei maggiori
poeti o filosofi.
Perché non accostarsi allora al loro mondo? Vederlo con i loro occhi o
giocarci? Sento spesso genitori che si lamentano: Non so mai come si
sente mia figlia. Quando glielo chiedo, scuote le spalle e dice di non
sapere. Perché i bambini tengono nascosto il loro mondo? Per paura di
essere giudicati negativamente.
Per questo è necessario che non valuti ciò che dice tuo figlio in base ai
criteri di un adulto, ma in base a quelli del bambino stesso. Per
incoraggiare tuo figlio ad aprirs gli puoi rivolgere delle domande aperte
come:

  • Cosa ti piace sognare?
  • Quale persona al di fuori della famiglia ammiri di più? Perché?
  • Quando è che ti viene da piangere/ridere?
  • Cosa ti piacerebbe fare da grande? Quale lavoro ti sembra più
    interessante?
    Questi sono solo degli esempi. Potrai formulare altre domande del
    genere a tuo piacimento. L’importante è che tu abbia in mente una cosa:
    vista la sua personalità  particolarmente fragile, tuo figlio ha un
    bisogno disperato di essere compreso ed apprezzato. Solo se si
    sente compreso ed apprezzato potrà  aprirsi e comunicare più facilmente
    con te.

6.Comunica amore
Puoi pensare che, se ami tuo figlio, lui si sentirà  senz’altro amato da te.
Ma è proprio così? Io credo di no. Tuo figlio si può sentire amato non
solo perché lo ami, ma soprattutto perché glielo comunichi in
modo chiaro e diretto. Sei sicuro di usare con tuo figlio un linguaggio
che trasmetta amore, che rifletta la tua gioia nell’averlo al tuo fianco,
che lo faccia sentire per davvero amato, rispettato ed apprezzato?
Ti faccio riflettere su questa domanda e te ne faccio un’altra (ad ogni
modo, le buone domande sono il motore del pensiero, della ricerca e del
cambiamento). Quali sono secondo te le due domande fondamentali che
ogni bambino si pone?
Ti do anche qui qualche secondo per riflettere. Beh, le due domande più
frequenti sono: Sono amato? e Quanto valgo?
E’chiaro quindi che se il nostro linguaggio non trasmette amore e non fa
sentire il bambino capace, avremo creato un vero e proprio blocco nelle
relazioni tra lui e noi.
Al di là  dello specifico linguaggio che usi, è importante che tu trasmetta
con le parole e con il linguaggio del corpo (gesti, posture, sguardi,
espressioni facciali) messaggi come:

  •  Sei amato
  • Sei capace
  • Sei accettato
  • Sei perdonato
  • Puoi provarci di nuovo, ecc…

7.Trasmetti valori solidi
Una domanda che ti sei probabilmente fatta più volte è: Come posso
trasmettere dei valori solidi ai miei figli, visto che nel mondo di oggi i
miei messaggi sono in competizione con quelli provenienti da musica,
televisione, film, riviste ed Internet ?
La domanda è più che legittima. Ciò che personalmente penso è che sia
necessario:
1.Stabilire con esattezza e scrivere tutti i valori che sono per te più
significativi.
2.Decidere quali tra questi valori corrispondono meglio alle attuali
esigenze fisiche, mentali, sociali e spirituali di tuo figlio.
3.Mettere in pratica nella tua vita questi valori.
4.Sviluppare con tuo figlio un tipo di comunicazione aperta e franca
su questi valori. In tal modo la concorrenza con altri valori esterni
sarà  molto minore, visto che tuo figlio sa che può fidarsi di te e dei
tuoi valori perché te li vede mettere in pratica e sa inoltre che tu ti
prendi davvero cura di lui.

Conclusione

Lech Walesa, capo del movimento Solidarnosc in Polonia diceva Cari
amici, non possiamo raccogliere i fiori che non abbiamo seminato. Io
aggiungerei che non possiamo neppure pretendere di seminare e di
raccogliere il frutto del nostro lavoro il giorno seguente.
Una buona comunicazione con i bambini non si stabilisce dall’oggi al
domani. Prima di tutto, è necessario piantare i semi della buona
comunicazione nel fertile suolo dell’amore verso i nostri figli; aggiungere
poi la luce solare di nuove e più efficaci- competenze comunicative e
l’acqua rinfrescante di attitudini positive. Si richiede poi inevitabilmente
del tempo per estirpare le erbacce delle vecchie abitudini e per far sì che
la nostra pianta cresca.
E poi, a tempo debito, sia tu che tu figlio, godrete del frutto della vostra
nuova relazione.
Buon lavoro!
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Dott. Giuseppe Falco
Formatore ed autore
specializzato in comunicazione

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