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Gent. Associazione
sono un padre, il solito, uno dei tanti separati. Unica differenza che si tratta di separazione internazionale, con alle spalle una vicenda assurda – come lo saranno tante – in cui mio figlio è stato praticamente deportato con benestare delle nostre autorità. Io per amore di lui ho cercato invano di farmi …
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Ogni storia di violenza sull’uomo e padre, è pressoché uguale, come si legge anche su www.papaseparatiliguria.it, il portale dei «disperati», vittime di mogli e anche di magistrati, che ieri hanno manifestato davanti al «palazzaccio» genovese. Accuse infondate, le più abbiette. Lungaggini giuridiche. Udienze senza esito. Muri di gomma. Assistenti sociali o giudici quasi sempre di parte o negligenti. «Tutti ne parlano, ma nessuno interviene. È un male trasversale» spiegano le autrici e gli autori delle associazioni genovesi Voltar Pagina e Mater Matura, che hanno pubblicato, edito da Erga, il volume da oggi in libreria «Il delirio e la speranza», undici racconti di padri separati: 252 pagine che si leggono d’un fiato, indignano e fanno venire brividi di paura.
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Leggo vedo ed osservo come alcuni mediocri personaggi si muovono ,nel mondo dello spettacolo e nel mondo della politica, per accaparrarsi ed accattivarsi più persone possibili..ipocriti atti solo al loro interesse senza curarsi dei danni che possono causare.Falsi moralismi e mostrati come dei veri attori professionisti..da premio Oscar.
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Una lettera aperta al padre di Leonardo, il bambino conteso di Cittadella, è stata scritta dalla madre Ombretta. L’epistola è stata pubblicata oggi sulle pagine de Il Fatto Quotidiano ed è un appello della donna al’ex marito che ha ottenuto l’affidamento del figlio.
È il dolore più grande che una madre possa provare quello di perdere suo figlio – sono sette giorni che non lo abbraccio – e questo obbliga il mio cuore straziato a chiederti di fare in modo che il nostro Leonardo torni nella sua casa e nella sua scuola. E solo l’amore ha la forza per poter, se non cancellare, almeno sopire il ricordo crudo di quelle immagini e mettere da parte in questo momento ogni possibile ragione per restituire a Leonardo e a anche a tutti i suoi compagni e a tutti i bambini che le hanno viste quella serenità e quella fiducia negli adulti e nelle istituzioni di cui hanno un gran bisogno.
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Mai avrei immaginato di dover descrivere la mia nuova vita: quella del padre separato. Perlomeno non in questi termini. Di certo non pensavo sarei entrato in un girone infernale, in cui io e mia figlia che al tempo aveva 10 anni siamo stati spinti. Una storia che, a posteriori, avrei scoperto simile a tante altre di padri come me.
Una storia in cui la separazione da consensuale diventa causa e in cui mi son ritrovato ben presto a dover dimostrare di essere un buon genitore, mentre una donna lo è evidentemente per definizione.
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Nel giugno del 2005 Simone e d Antonella si separano e decidono che Erika starà con la madre, la quale si trasferisce in Emilia Romagna dalla madre di quest’ultima, mettendosi bonariamente d’accordo su come gestire la situazione riguardante la bambina. Nel natale del 2005 Simone va nel piacentino a prendere Erika per portarla in Sardegna per passare con lui e la sua famiglia le festività natalizie, ma già li alcune perplessità sulle capacità genitoriali della madre, cominciano ad emergere, infatti la madre senza nessuna prescrizione medica, da alcuni mesi aveva cominciato a somministrare alla bambina il noipron, uno sciroppo al dire della madre, che aiutava Erika a prendere sonno. Con l’arrivo di Erika in Sardegna Simone consultando il medico di famiglia decide di non somministrare più il farmaco alla bambina, visto gli effetti collaterali che poteva avere su essa. A metà gennaio come gli accordi presi con la moglie, Erika torna nel piacentino, e da li tra i due cominciano i primi screzi, infatti tra il mese di gennaio del 2006 a metà marzo, Erika più e più volte si assentava dalla scuola materna per più episodi di influenza, e a causa di queste malcuranze il 25 marzo del 2006 Erika viene ricoverata con urgenza all’ospedale di Piacenza dove gli vengono riscontrate varie infezioni all’apparato respiratorio. Informato la notte, il primo pomeriggio del giorno seguente, Simone
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L’uomo è stato ammanettato dalla squadra mobile reggina. E’ accusato anche di atti persecutori, minaccia, ingiuria, percosse e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Il sicario, durante una perquisizione, è stato trovato in possesso della registrazione di una telefonata nella quale gli erano state date le indicazioni per il delitto
Prima avrebbe ordinato il pestaggio dell’ex moglie, poi avrebbe tentato di ingaggiare un killer per ucciderla.
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Il 1 giugno 2012 è stata depositata in Cassazione la sentenza n. 8862/2012 che si pone in contrasto con un costante precedente orientamento giurisprudenziale secondo il quale il tradimento di un coniuge poteva comportare l’addebito della separazione ma non un risarcimento in termini economici. Ora la Suprema Corte ha rivisto il principio, rivalutando la lesione del diritto alla salute costituzionalmente garantito a causa della violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale.
Il caso portato all’attenzione della Corte è uno dei più frequenti nella pratica giudiziaria.
Si rivolgeva al Tribunale la moglie lamentando che il fallimento del matrimonio fosse imputabile al marito a seguito della sua continua e perdurante relazione extraconiugale.
Stante l’elevato reddito del coniuge e la presenza di due figlie non autonome, chiedeva un assegno di mantenimento per costoro ed un assegno di mantenimento per sé stessa, nonché il risarcimento dei danni non patrimoniali a seguito proprio della rottura del matrimonio imputabile al tradimento. Inoltre chiedeva la restituzione di circa 25mila euro versati al coniuge e mai restituiti.
Il tribunale accertata la situazione nei termini segnalati dalla donna e la violazione degli obblighi matrimoniali da parte del marito,
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Il 30enne l’aveva fatta pedinare da uno 007: i giudici gli affidano
la figlia piccola però la donna non trasloca e non paga le spese
VICENZA – Il marito che non voleva fare la fine del becco e bastonato, ha vinto (per ora) la sua battaglia legale, nell’interesse della figlia di pochi anni. Ovvero, ha ottenuto che ad andarsene di casa sia la moglie fedifraga (secondo le prove raccolte da un investigatore privato). Sentenza innovativa, almeno da un punto di vista statistico se non giurisprudenziale, visto che nella maggioranza dei casi i figli (e quindi anche l’abitazione) vengono affidati alla moglie e non al marito.
Eppure il trentenne che ha fatto pedinare la consorte per raccogliere le prove del tradimento, non solo già lavora nella stessa azienda della sua ormai ex signora, ma è costretto ancora a convivere sotto lo stesso tetto. Una dannazione. Perché, in barba al provvedimento del Tribunale di Vicenza
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Ciao,
tutto quello che dirò e cercherò di illustrarti di seguito non è certo mirato a riavvicinarti a me, ma dettato unicamente dall’ immenso amore che provo per Alex, che voglio poter liberamente frequentare ed essere quello che lui vuole: suo papà.
Gradirei inoltre che tu non interpretassi come minaccia o intimidazione quello che quì potrai leggere. Tutto questo è stato scritto da me con la sola intenzione di farti meditare e agire di conseguenza per il bene, sottolineo, di Alex oltrechè di tutti noi.
Voglio farti notare che a ottobre ci sarà l’ ultima udienza in tribunale, per il processo che mi vede imputato di maltrattamenti nei confronti tuoi e di mio figlio, per le cose che tu hai detto.
Fino ad ora avete potuto parlato solo voi, facendo gravi dichiarazioni senza uno straccio di prova, senza testimoni che non siano parenti o amici. Avete esposto non fatti ma solo chiacchere ed evidenti quanto esagerate invenzioni. Persino i tuoi testimoni mi
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Le nazi-femminste cercano di negare che l’alienazione genitoriale è un abuso sull’infanzia perché lo praticano. Difendiamo i bambini da questa follia grave quanto il nazismo.
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Marc Marronnier ha trent’anni, una moglie e due lavori. Critico letterario di giorno e cronista mondano di notte, divorzia dopo tre anni per un sms di troppo. Se la moglie gli preferisce uno scrittore di successo, Marc vuole Alice, avvenente moglie del cugino incontrata al funerale della nonna. Conquistata da Marc sulle note e con le note di Michel Legrand, Alice prova a resistere al corteggiamento dell’uomo che disperato tenta il suicidio e poi scrive un pamphlet sulla caducità dell’amore. Scalate le classifiche dei libri e il cuore di Alice, Marc all’improvviso è il più letto, il più venduto, il più amato. Pubblicato con uno pseudonimo, “L’amore dura tre anni” è inviso ad Alice che non lo ha mai finito, che disprezza l’immaturità del suo autore, che ignora l’identità dell’autore. Identità rivelata presto alla consegna di un prestigioso premio letterario. La rivelazione precipiterà la loro relazione.
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scrivo su invito dell’Associazione Figlipersempre Onlus, per parlare della mia vicenda di padre separato, in quanto ritengo che la mia storia possa essere indicativa di come funziona (o non funziona) l’applicazione della legge 54-2006 sull’affido condiviso dei figli a entrambi i genitori e il concetto stesso di bi-genitorialità.
Questa la storia in sintesi.
Con la mia famiglia vivevo in una città dell’Italia settentrionale; la mia sede di lavoro era ed tuttora è un’altra città a duecento chilometri di distanza, dove dovevo recarmi il venerdì pomeriggio e il sabato mattina.
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Nella nostra nazione la bigenitorialità (il diritto naturale del bambino ad avere due genitori e a mantenere un rapporto stabile con entrambi, anche nel caso questi siano separati o divorziati, ogni qual volta non esistano impedimenti che giustifichino l’allontanamento di un genitore dal proprio figlio) è voluta dalla legge 54/2006 sull’affidamento condiviso. Questa legge non viene applicata. Si rende cosi necessaria una riforma, ddl 957 attualmente in discussione in Commissione Giustizia del Senato.
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Vorrei scrivere la mia odissea della separazione e dire il mio nome e cognome per rendere appieno e veritiero il mio racconto..ma potrei essere noioso e i nomi con quello che sto per dire è meglio non farli.
Lavoro e prendo una paga di 1100-1200 euro al mese dipende dagli straordinari..
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2010 Ottobre, Vengo invitato ad allontanarmi da casa 2011 Gennaio, lettera di separazione da parte del suo Avvocato Marzo, mia Nuova compagna Giugno, prima udienza e cambio residenza FINALMENTE MI GODO I MIEI FIGLI 5 giorni a settimana Ottobre, prima visita assistente sociale Dicembre, nasce il mio nuovo figlio 2012 Febbraio, provvedimento …
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Claire (Marie Gillain) è un giovane magistrato del Tribunale distrettuale che ha appena saputo di essere stata colpita da un cancro al cervello e ha perso ogni certezza nei confronti della vita, preoccupandosi soprattutto per il destino della piccola figlia. Nello stesso tribunale lavora anche Stéphane (Vincent Lindon), un giudice molto più maturo, che Claire ha coinvolto nella lotta contro il sovraindebitamento. Lentamente la lotta contro una società sempre più cieca nei confronti della sofferenza spinge i due ad avvicinarsi, facendo nascere un’unione fatta di sentimenti ma anche di ribellione contro il sistema.
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da Aduc Il Senato approva a larga maggioranza per alzata di mano, con l’astensione del Pd, il disegno di legge sull’esercizio della potesta’ genitoriale che punta a superare la disparita’ di trattamento giuridico tra figli naturali e figli legittimi nei casi di affidamento quando c’e’ la separazione o il divorzio dei genitori. Il provvedimento passa …
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Solo pochi giorni fa è stata celebrata la loro festa. Messaggi pieni di affetto, auguri e regali per i papà.
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Nel Film si evince la necessità di una uomo nella sicurezza e veglia per la salvaguardia dei bambini.
Trama
Tra le montagne un uomo e una donna s’incontrano. Manfred è una guida, chiusa e sprezzante, abbandonato da moglie e figli; Marina una giovane madre in vacanza col suo bambino. Una notte qualcosa succede nell’appartamento di lei e Manfred interviene, portando il bambino ferito in ospedale. Da quel momento l’uomo si metterà sulle tracce di una verità inconfessabile che Marina ha nascosto a tutti, anche al marito, mentre lei intuirà il segreto familiare all’origine dell’odio di Manfred verso tutte le donne. Con una rabbia e un desiderio mai provati prima, i due scopriranno la radice di un legame potente che non riusciranno a controllare né a vivere. Quindici anni dopo quella vacanza, Marina, d’inverno, tornerà al rifugio a cercare Manfred.
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