DISCORSO NEL NOME DEI FIGLI

ROMA 27 SETTEMBRE 2011,

 SENATO DELLA REPUBBLICA RELAZIONE DEL DR. VITTORIO VEZZETTI, RESPONSABILE MEDICO-SCIENTIFICO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE FAMILIARISTI ITALIANI ANFI.

DISCORSO NEL NOME DEI FIGLI

 “Onorevole Presidente, onorevoli Senatori,

 PER SUA NATURA ANFI È ASSOCIAZIONE CHE CREDE IN UN DIRITTO CHE TRAMUTI IN ATTI GIURIDICI LE CONQUISTE DELLA SCIENZA E NON CHE ADATTI QUESTE ULTIME A PRASSI OBSOLETE BASATE SPESSO SUI LUOGHI COMUNI E SUL PREGIUDIZIO.
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Per questo motivo ANFI approva le innovazioni proposte dai ddl 954 e 2454, coerenti coi risultati della moderna ricerca scientifica, affinchè non si perpetuino gli errori interpretativi della legge 54/06. A esemplificazione di quanto dico riporto una delle tante sentenze emesse da un tribunale italiano, una di quelle sentenze per cui noi oggi siamo qua a parlare di riforma: Tribunale di Varese, anno 2007, sentenza 3053/03 dei giudici Carmelo Leotta, Francesco Paganini, Anna Giorgetti: “questo tribunale per propria giurisprudenza costante, non condivide una frammentazione del tempo del minore eccessiva che costringa di fatto i figli a veri e propri minitraslochi ogni pochi giorni ritenendosi che ciò sia pericolosamente destabilizzante e che comunque il bene primario oggetto della tutela del legislatore è sempre il minore e non certo l’interesse o l’aspettativa del genitore di avere con sé il figlio per lo stesso tempo in termini di computo aritmetico, dell’altro”. Dal che si evince che per loro stessa ammissione interi Tribunali non basano le sentenze su dati scientifici ma sulla giurisprudenza, per di più locale, in modo da evitare eventuali contaminazioni migliorative dai tribunali viciniori. Invece ANFI, in virtù del suo approccio scientifico, vede come elemento qualificante dei ddl 957 e 2454 proprio la salvaguardia del diritto dei minori a un rapporto paritetico con ambedue i genitori, salvo casi di impossibilità materiale.

RITENIAMO PERTANTO INDISPENSABILE UNA DISAMINA DEI PRINCIPALI STUDI SCIENTIFICI SVOLTI SULL’ARGOMENTO E DI CUI IL LEGISLATORE NON PUÒ NON TENERE CONTO.

Lo studio degli ACTA PEDIATRICA prodotto agli atti dimostra in modo oggettivo e con validazione statistica che il coinvolgimento del padre (la figura comunemente penalizzata dai nostri tribunali) migliora lo sviluppo cognitivo, riduce i problemi psicologici nelle giovani donne, diminuisce lo svantaggio economico e la delinquenza giovanile. L’esperienza dei Paesi che hanno scelto la priorità dei tempi paritetici ha confermato la bontà di questo approccio: Svezia, Francia, Belgio, Catalogna, Martinica, Guadalupa, Polinesia francese, Guyana francese e i vari distretti francesi sparsi nel mondo non hanno infatti mai avvertito la necessità di tornare sui propri passi e hanno visto un crollo della conflittualità (in Svezia le giudiziali sono ormai meno dell’uno per cento del totale). Il più importante studio al mondo sull’alternato (puntualizzato che tempi paritetici non significano sempre affido alternato potendosi raggiungere l’obiettivo anche in altra maniera che potrebbe essere indicata dai genitori obbligandoli a presentare un progetto di gestione condivisa della prole come in Bulgaria), il rapporto Raschetti, rammentando la caratteristica dell’adattabilità infantile assai maggiore di quella dell’adulto, ha ossevato che i tempi paritetici vanno bene anche per i lattanti, in caso di conflittualità e che i bambini monogenitoriali sono meno socievoli e con minor sviluppo cognitivo. Nell’interesse ideologico del domicilio prevalente abbiamo visto case assegnate a lattanti di tre mesi che non erano in grado di distinguere il seno da cui erano allattati. Non risulta del resto che i milioni di bambini nomadi e seminomadi che ancora vivono nel mondo (beduini, tuareg, nomadi dell’Amazzonia e dell’Asia centrale) derivino un danno psichico o di destabilizzazione mentale da questa loro condizione.

 INFATTI NEI MOTORI DI RICERCA MEDICA INTERNAZIONALE (LA MEDICINA E’ LA SCIENZA CHE DIMOSTRA, AVENDO LA VALUTAZIONE DEL’INDICE DI SIGNIFICATIVITA’ STATISTICA MENTRE LA PSICOLOGIA OSSERVA) NON ESISTE UN SOLO STUDIO CHE SUFFRAGHI LA TEORIA ADULTOCENTRICA DELLA NOCIVITA’ DELL’ALTERNANZA.

 L’ultimo studio psicologico significativo contrario all’alternato è una piccola ricerca del 1999 pubblicato sul Family Court Review che valutava esclusivamente la variabile attaccamento, mentre tutta la letteratura succesiva tesse solo gli elogi dell’alternanza che riscuote consensi anche fra i giovani utenti (studio Fabricius). Altri punti meritevoli dei ddl 957 e 2454, sono -fra i molti- a nostro avviso: 1- l’introduzione, come situazione pregiudizievole, della Alienazione Genitoriale, intesa come condizionamento dei minori all’ostilità verso il genitore c.d. bersaglio, ossia quello non collocatario (da cui l’ulteriore indicazione ad eliminare questa figura). Noi suggeriamo la possibilità di prevedere l’invio degli alienati a programmi terapeutici specifici che, provenendo dagli USA, a breve arriveranno in Italia. Purtroppo la sensibilità giudiziaria nei confronti dell’Alienazione Genitoriale è scarsissima: noi grazie ad una tesi di laurea siamo risaliti, malgrado il fenomeno abbia proporzioni gigantesche, a soli 14 provvedimenti giudiziari italiani che la citano! Riteniamo solo utile eliminare la parola sindrome non essendo stato ancora chiarito fino ad oggi dalla comunità scientifica internazionale se essa possa essere ritenuta tale. 2 – Il riconoscimento e il potenziamento della mediazione familiare. 3-L’incremento dell’aspetto sanzionatorio: attualmente questo aspetto è assolutamente incapace di fornire un deterrente contro le condotte illecite perpetrate dai genitori: la stragrande maggioranza dei 709 ter si conclude con un nulla di fatto e quando c’è una sanzione questa è di solito l’inefficace ammonizione. Chiediamo una specifica di maggior gravità riguardo le false denunce di abusi per le conseguenze devastanti che hanno e la diffusione del fenomeno: uno studio pubblicato nel 2010 sulla prestigiosa Rivista della Società Italiana di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza da parte dell’Università di Modena evidenzia che il 92% delle denunce di abusi in corso di separazione è infondata! Inoltre i danni provocati dalla macchina giudiziaria condussero al punto che il trauma psicologico risultò indistinguibile tra i due gruppi di minori. In pratica (ragionando percentualmente) nel tentativo di punire 8 mostri pedofili il sistema ha rovinato anche le 92 creature innocenti che l’abuso non l’avevano assolutamente subito. Onorevole Presidente, onorevoli Senatori, vi voglio parlare con la mano sul cuore, non da operatore del contenzioso quale non sono ma in modo veramente disinteressato NEL NOME DEI FIGLI di separati che ogni giorno più numerosi visito nel mio ambulatorio di pediatra: non perdiamo le splendide opportunità forniteci da questi disegni di legge.

 I posteri ve ne saranno grati”.

 VITTORIO VEZZETTI, MEDICO PEDIATRA, RESPONSABILE SCIENTIFICO ANFI.

kirap

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Non si conosce mai abbastanza bene una donna fino a quando non la si incontra in tribunale. (Per la maggiore) http://www.separati.eu/

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