“Una storia toccante e dolce, un padre e un figlio uniti dallo stesso sangue e dal desiderio di rimanere vicini.”

Questa è la storia di Giò e di suo padre separato, che infiniti dolori inflisse a entrambi. Oltre a inestimabili gioie, che qualcuno tentò inutilmente di cancellare. Fu, senza dubbio, una guerra. Più esattamente, un percorso di guerra. Con molte trappole disseminate, che è meglio imparare a conoscere ed evitare.Qualcuno potrebbe anche interpretare questo romanzo come un “Manuale di sopravvivenza del Padre Separato”. Per altri assomiglia a un giallo. >Poteva essere una storia come tante di separazione coniugale. Diversamente da tutte, fu particolarmente efferata, soprattutto il giorno in cui un bambino, legato a suo padre e ai propri diritti, si vide improvvisamente e senza ragione negata la possibilità della consueta visita settimanale. Assieme a tutto il resto. E si ritrovò a protestare, e piangere, e tra le lacrime urlare: “MA DOMANI E’ MERCOLEDI’!”.
Gianluigi Schiavon, nato a Padova, vive a Bologna. Giornalista de “Il Resto del Carlino”, ha lavorato anche a “La Repubblica”, “Il Gazzettino” e per varie riviste. Sul “Carlino” firma una rubrica settimanale intitolata “Fatti così”, ritratti in miniatura di vita quotidiana e cittadina. Per Giraldi ha pubblicato il romanzo “50 minuti. L’inganno nel cassetto.”, surreale storia di un morto che continua a vedere e sentire ciò che accade intorno a lui.

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