La bigenitorialità ha bisogno del mantenimento diretto

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C’è un gran parlare rispetto ad alcuni istituti previsti per legge e da anni pervicacemente disapplicati nei tribunali italiani. Gli avvocati si affannano in un bla bla bla continuo nello strenuo tentativo di mantenere ancora disapplicata una legge dello Stato che, evidentemente, a loro non piace.

Ma cosa ne sa un avvocato delle ripercussioni che le scelte di diritto possono avere nell’equilibrio relazionale tra le persone coinvolte in una separazione?

Di seguito il dr. Gaetano Giordano, medico psicoterapeura, da anni in trincea per far fronte ai disastri familiari causati dall’attuale diritto di famiglia, spiega perché il mantenimento diretto sia obbligatoriamente da sostituire al vecchio assegno.

Assegno di mantenimento come forma di potere assoluto sui figli e sull’ex partner

Il mantenimento indiretto è l’espressione di un potere assoluto: sia sul figlio, sia sull’ex partner. Con il mantenimento indiretto viene cancellata la specificità della scelta del singolo contributo: il decidere cosa si spende e per quale motivo.

E’ per via del mantenimento indiretto che il genitore erogatore di denaro non ha più senso ai fini delle decisioni da prendere: lui versa una massa anonima di denaro, indifferenziata e indifferenziante, non decide più nulla circa il relativo utilizzo e -proprio perché l’ha versata- non conta più nulla circa le regole e le priorità relative alla crescita dei figli e alla “cura” della individualità sottostante.

Il bambino vuol fare il calcio? La mamma decide se farà il calcio oppure il tennis, e può non rispettare più in alcun modo i bisogni evolutivi del minore e l’apporto paterno per coltivarlo

 

Il genitore che versa l’assegno diventa un erogatore di indistinto denaro, a cui solo l’altro darà senso.

Le singole scelte vengono fatte dalla madre, che così diventa il genitore che decide, che interpreta i bisogni del figlio, e dà loro spazio o rifiuto.

Il figlio muore, come entità psicologica, nell’assegno indiretto, perché non esiste come individualità, ma solo come recettore di decisione di una Madre Onnipotente e Fusionale.

L’altro aspetto del problema, è speculare a questo e riguarda l’aspetto giudiziario della “separazione”.

In nome del mantenimento indiretto si generano infatti anni di udienze, perché ne va fissata la cifra.

Non ci sono confronti, non ci sono priorità, non ci sono bambini da far crescere -a seconda delle loro relative inclinazioni – con l’intervento di entrambi i genitori che decidono quale loro inclinazione accogliere: ci sono solo mamme che pensano ad un tutto indistinto e senza opposizioni

Il mantenimento indiretto piace tanto ai giudici perché omologo al loro sogno: la legge è uguale per tutti e loro decidono in che termini va applicata. Li mette al centro del processo decisionale e ne garantisce la permanenza: quante sono le cause generate dal mantenimento indiretto?

Tra quelle delle separazioni, quelle per la ridefinizione della cifra, quelle per l’esazione del mantenimento, quelle in sede penale, l’indotto giudiziario del mantenimento indiretto è enorme.

L’assegno di mantenimento indiretto va abolito perché esprime -e al tempo stesso crea in modo autoreferenziale- il peggio della conflittualità da separazione

Gaetano Giordano*

*Medico-chirurgo
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni
Psicoterapeuta
Presidente del Centro Studi Separazioni e Affido Minori

kirap

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Non si conosce mai abbastanza bene una donna fino a quando non la si incontra in tribunale. (Per la maggiore) http://www.separati.eu/

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