I miracoli della scienza

Sono innumerevoli ed evidenti i progressi della scienza medica in tutti i campi. La direzione in cui è più lucroso fare ricerca è quella che va incontro alle aspettative e ai desideri più diffusi.

E in questa direzione sta facendo passi da gigante la moderna ginecologia, scoprendo delle tecniche di fecondazione della donna sempre più interessanti. Interessanti perché permettono di fare figli a qualsiasi età, in qualsiasi condizione psicofisica e, questa è la cosa che di gran lunga più interessa, senza avere bisogno di un uomo. Non si tratta di partenogenesi, anche se psicologicamente questo è il mito di riferimento, ma di fecondazione artificiale, che può essere praticata prelevando il seme maschile dalle ormai numerose banche dello sperma, dove si può scegliere il quoziente intellettivo e il tipo di corporatura del maschio “donatore” da un’asettica banca dati, senza prendersi la briga di instaurare una relazione tra persone.

Questo tipo di pratiche, oggi sofisticatissime, sono comunque praticate già da alcuni decenni. E nei paesi di più antica applicazione si sta verificando un fenomeno strano: i figli della provetta sono tutti alla ricerca disperata del padre biologico. Sono fioccati processi, ricorsi, indagini.

L’alta corte inglese ha dovuto abolire il diritto alla privacy per i donatori di seme, visto l’ondata di cause che affollano i tribunali da parte dei figli della provetta a caccia del padre naturale.

Joanna Rose, una donna di 32 anni, ha fatto causa per vedersi riconoscere il diritto di sapere chi è suo padre, e ha vinto. Questa è la sua testimonianza in aula: “Quella che è stata applicata a noi è una logica da allevamento di animali in batteria. E la gente sembra pensare che sia normale, portarsi dentro questa situazione per tutta la vita. Perdere la possibilità di conoscere tuo padre è un handicap, un handicap nell’identità personale. Ma, a differenza di altri handicap, questo è stato deliberatamente costruito attorno alla nostra vita. Nascere da un donatore anonimo è qualcosa di simile a nascere senza una gamba. Ma nascere così, perché qualcuno lo ha voluto. Oggi io so che una delle cose più importanti che darò ai miei figli, se ne avrò, è il miglior padre che possa trovare”

Comunque sia, tutte le discussioni su questioni bioetiche così importanti prescindono completamente dal diritto dei figli ad avere un padre. È un optional non previsto nel perfetto kit di inseminazione artificiale.

Eppure questi figli il padre lo cercano disperatamente, con ogni mezzo: sicuramente qualche scienziato si metterà a ricercare come approntare una modifica genetica per evitare questo spiacevole ed inammissibile effetto collaterale, più fastidioso e più destabilizzante socialmente di una malattia.

E i figli della provetta si aggiungono tristemente alla già enorme schiera dei figli di genitori separati con la dolorosa qualifica comune di orfani di padre vivente.

E guarda caso, tutte le varie associazioni per la tutela dei diritti del bambino, vessillifere dell’ipocrisia dei buoni sentimenti che tanto piacciono ai talk show televisivi, di fronte a questi eventi sempre più frequenti non aprono bocca: per avere consenso e presentarsi all’opinione pubblica da eroi, occorre strappare i bambini ai padri. Chi lo fa alle madri è perduto!

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