Il lievito fa il suo mestiere

Quando nel 1997 ho aperto gli occhi sulla situazione del padre in Italia, i siti internet si contavano sulla punta delle dita, i padri separati si riunivano come carbonari, le poche associazioni erano meno organizzate delle bocciofile ed erano formate da pochissimi padri che passavano il tempo a condividere le loro sofferenze e scambiarsi consigli, stratagemmi e avvocati, ma la maggior parte dei padri perseguitati soffriva in silenzio e in solitudine, senza alternative reali.

Oggi, il panorama è molto diverso. Esiste una buona bibliografia, una abbondatissima sitografia, le associazioni si stanno evolvendo sotto il profilo operativo, sono partite campagne importantissime (es. per il padre, fiocco blu) si comincia a vedere una storia, una scia, un qualcosa che si muove. Si fanno manifestazioni (complimenti per quella di Brescia!) molte di queste diventano internazionali (Daddy’s Pride a Roma il 19 marzo 2007) le tante associazioni si cominciano a parlare e fanno azioni comuni, si sente già nell’aria la possibilità che nasca una confederazione di associazioni che possa avere finalmente dei numeri tali da dialogare con la politica. Inoltre molti uomini si stanno risvegliando, capiscono, non hanno tutti bisogno di perdere un figlio per comprendere, le opinioni corrono sempre più veloci su internet, è stata varata una legge sull’affido condiviso. Ma non solo: il movimento maschile non è soltanto un movimento di padri disperati ma sta prendendo nuove e luminose strade, riscoprendo e valorizzando il maschile e tutto ciò che esso comporta.

E’ vero che i detrattori sono forti e potenti, ma Davide si è già svezzato e si avvicina il tempo in cui potrà incontrare Golia. Guardare retrospettivamente quello che è accaduto in questi anni è veramente incoraggiante. Il lievito fa ottimamente il suo mestiere, e poche cellule faranno fermentare prima o poi la farina di tutto il mondo occidentale.

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