Il “puer aeternus”

N.B. Le presenti riflessioni non hanno nessuna relazione con il saggio di Hillman avente lo stesso titolo.

Il tipo di uomo più odiato (e più sposato!) dalle donne ha le seguenti caratteristiche approssimative: pensa solo a se stesso, è capriccioso e dispotico, non ascolta gli altri, non dedica tempo né alla propria compagna né ai propri figli, su qualsiasi cosa prevalgono i suoi interessi e i suoi hobby, non collabora minimamente alla vita della famiglia, si eclissa ogni volta che la propria compagna e i propri figli hanno bisogno di lui, si disinteressa completamente di qualsiasi cosa riguardi le varie persone del proprio contesto famigliare e delle problematiche di conduzione dell’ambiente domestico, non si prende e non accetta nessuna responsabilità.

Gran parte delle donne che si separano, o che comunque sono stufe del loro compagno, adducono questi motivi: sempre gli stessi, con piccolissime varianti di stile.

Ma quando avviene che un uomo assume questo tipo di comportamento? Se osserviamo bene questo è il tipico comportamento del bambino: si fa accudire, si fa fare tutto dalla mamma, non ha alcuna responsabilità, delega tutto, è attratto unicamente dai suoi giochi e cerca la mamma unicamente per la soddisfazione dei suoi bisogni primari.

In pratica, le moltissime donne che sono deluse dal maschio, inconsciamente non cercavano un compagno, ma un figlio, salvo pentirsi di aver trovato proprio quello che realmente desideravano.

E qui interviene un’altra battuta che ci fa capire bene la situazione: si dice che una donna sposa un uomo sperando che lui cambi col tempo, ma lui non cambierà, mentre un uomo sposa una donna sperando che questa non cambi mai, ma lei cambierà.

Anche qui c’è molto da riflettere: la donna – mamma cerca l’uomo – bambino e spera che lui diventi adulto quando lei si è stufata di fare la mamma; ma l’uomo – bambino desidera non crescere mai (sindrome di Peter Pan) perché altrimenti perderebbe la mamma e quindi la soddisfazione dei suoi bisogni primari, e desidera, ovviamente, che la donna – mamma svolga eternamente lo stesso ruolo accudente e tranquillizzante.

Ma l’uomo – bambino come può crescere se non è aiutato in questo processo dal padre? E qui sta il nocciolo del problema: in una società che cerca di strappare ogni giorno di più i figli alla figura paterna, il maschio non riesce a crescere ed evolversi dal ruolo di puer aeternus, come pure la femmina; se quest’ultima non ha avuto la possibilità di sviluppare un rapporto sano con il proprio padre, non potrà mai sviluppare un buon rapporto con il maschile, e, incapace di avere un vero partner, cercherà un rassicurante uomo – bambino come compagno.

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