Le Quote Rosa

Uno dei piagnistei femministi più frequenti è quello che nelle poltrone di comando le donne non hanno una rappresentanza proporzionale alla loro presenza nella società civile.

Tuttavia i posti di comando sono il frutto di un’azione, sono il frutto di un intenso e stressante lavoro volto a conquistarseli.

Se questo lavoro è di tipo sporco e fatto mediante regole mafiose o nepotistiche, vanno cambiate le regole e la prassi nell’interesse di tutti, non solo delle donne.

Ma la campagna vittimistica femminile non si è mai posta il problema di abbattere nepotismi, privilegi e discriminazioni, bensì di crearli!

Vogliono creare discriminazioni in base al sesso: quello che un maschio ottiene sudando le proverbiali sette camicie alle donne deve venire offerto su di un piatto d’argento.

Insomma, propongono di sostituire delle possibili ingiustizie (perché non è affatto detto che i posti di potere vengano sempre assegnati con meccanismi sporchi) con delle sicure ingiustizie, cosa che mi sembra semplicemente immorale.

Facendo pagare ai più deboli: se i primari ospedalieri vengono scelti per discriminazione sessuale e non per bravura ne patiranno per primi i pazienti (che potrebbero essere anche donne).

Le femministe non si accorgono che le quote rosa non sono affatto una vittoria, significano semplicemente:

  1. che le donne non potranno mai competere con gli uomini
  2. che è meglio proprio evitare qualsiasi competizione in cui le donne partecipino ad armi pari
  3. che le donne sono meno dotate e che necessitano di un premio di consolazione
  4. facciamo la carità anche a queste poverette, deboli, incapaci e inette
  5. che le donne, se valutate per i loro meriti effettivi, non faranno mai strada

E possiamo andare avanti all’infinito proseguendo queste considerazioni…

Immaginiamoci una donna primario solo perché donna che passa davanti a uomini che hanno tutti più esperienza, capacità e titoli di lei. Che autorità avrà costei? Vivrà bersagliata dalle infinite frecciatine, la tratteranno tutti come una povera scema, non avrà la minima autorità, sarà oggetto di ogni forma di ostruzionismo e boicottaggio. Sarà una grande conquista? Tutti quelli che usurpano una posizione, non vivono vita felice, alla lunga.

Insomma, le quote rosa sarebbero una certificazione di inferiorità della donna, altro che conquista!

Sarebbero un regresso di un secolo, la riproposizione statalista del tanto vituperato senso della cavalleria.

Ci vogliamo chiedere perché i posti di comando sono prevalentemente maschili?

Le femministe qui mitragliano tutti i più vieti luoghi comuni del loro vittimismo professionistico.

Ma le persone intelligenti potrebbero notare che i posti di potere:

  1. Spesso richiedono una dedizione lavorativa assoluta, senza orari né riposi né turni.
  2. Sono gravati da immense responsabilità civili e penali.
  3. Vanno a erodere in maniera drammatica la propria vita privata.
  4. Richiedono continui e prolungati spostamenti anche in luoghi lontanissimi.
  5. Richiedono di affrontare una tempesta dopo l’altra.
  6. Richiedono un immenso dominio delle emozioni e un enorme autocontrollo.
  7. Portano a saltare pasti e sonno con molta frequenza.
  8. Portano ad essere ogni giorno sotto i riflettori non solo della fama ma delle critiche e delle accuse.

E quindi sono le stesse donne che non si fanno avanti: i partiti fanno delle fatiche bestiali a trovare candidate donne, proprio perché sono pochissime quelle che hanno voglia di girare tutta l’Italia a fare comizi elettorali, a prendersi insulti, ad affrontare continui dibattiti e contraddittori, a non avere un momento libero per se, a dovere partecipare a continue riunioni che magari terminano alle tre di notte e la mattina dopo c’è un dibattito pubblico in un’altra città che dista molti chilometri.

Insomma, le donne vorrebbero sedere in parlamento senza avere fatto mesi di stressantissima campagna elettorale, vorrebbero che l’elezione arrivasse lì, caduta dal cielo, mentre loro stanno a guardarsi la televisione sdraiate sul divano di casa.

In Svezia hanno fatto una legge per la quale nel consiglio di amministrazione di qualsiasi azienda è obbligatoria la presenza di una percentuale femminile stabilita dalla legge.

Si verifica spesso il fatto che tre amici mettano su una piccola azienda, di solo tre persone, per esempio un negozio, e, per potere approvare il bilancio debbono per forza pagare una persona esterna che, come unica caratteristica prescritta dalla legge, è donna. Chiamare una pratica del genere “pizzo di mafia” vi sembra proprio un’esagerazione? Questa distinta signora non fa nulla, non ha impegnato né capitali né fatica e viene solo una volta all’anno a riscuotere la tangente. Definirla una sanguisuga o una usurpatrice vi sembra veramente un’esagerazione? Lei non ha nessuna responsabilità, non sa nemmeno di cosa si sta parlando, ma il suo voto vale per legge quanto quello di chi sgobba dalla mattina alla sera e conosce situazioni e problemi per esperienza diretta.

Non voglio nemmeno tralasciare il problema nella rappresentanza parlamentare, che viene sempre sbandierato.

Il parlamento rappresenta i cittadini, ma non è affatto lo spaccato sociale della società!

Forse che gli insegnanti sono rappresentati proporzionalmente nel parlamento? E i dipendenti di banca? I pensionati, i militari, i disoccupati, gli ammalati, gli studenti, gli infermieri, i bambini, gli extracomunitari, gli islamici, le badanti, i giocatori di briscola, i tifosi di calcio?

Nel parlamento ci sono in stragrande maggioranza giuristi, politici di professione, docenti universitari, economisti e manager. Le fasce sociali più comuni nella nazione sono tutte escluse, o quasi.

Insomma, il parlamento non è sociologicamente rappresentativo di nessuna professione, religione, età, appartenenza, ma rappresenta il paese grazie al voto, grazie alla delega che i cittadini gli conferiscono.

Perché dovrebbe essere rappresentativo unicamente per il sesso? Forse che il sesso è l’unico criterio di valutazione nella società? Forse che il sesso è la cosa più importante nella politica? Forse che le femministe pensano solo al sesso?

La grande prevaricazione consiste nel fatto che ci propongono di sostituire la democrazia, in cui viene eletto chi prende più voti, con l’uterocrazia, dove viene eletto chi è donna, indipendentemente dal consenso.

Insomma, proprio questo modo di pensare smaschera le femministe: sono loro le fautrici della società discriminatoria e sessista, quella che, ipocritamente, vogliono darci da bere di combattere!

E infine, lasciatemelo dire: le donne sono la stragrande maggioranza degli elettori, e se volessero potrebbero avere in mano, democraticamente, l’intera politica nazionale.

Ma, è cosa risaputa e accertata: le donne non votano donne!

Effetto boomerang

I paesi del Nord Europa, primi e fieri paladini in fatto di Pari Opportunità, hanno fatto delle legislazioni minuziose introducendo le “quote rosa” ovunque.
L’effetto è stato catastrofico, perché, se nelle università a numero chiuso, nelle iscrizioni agli albi professionali, nelle docenze universitarie, nelle assunzioni in magistratura si rispetta il 50% per ogni “genere”, chi viene penalizzato è proprio la donna.
A questo punto le quote rosa non convengono più, e ci sono le rivolte popolari, proprio da parte delle donne emarginate.
Sono proprio queste rivolte ad indicare con assoluta chiarezza che:

  1. la discriminazione della donna in occidente è una assoluta bufala
  2. in moltissimi ambiti (e sempre di più ogni giorno) sono proprio le donne ad essere privilegiate
  3. le quote rosa non servono ad operare un riequilibrio, ma solo a pretendere privilegi, a pretendere di avere porte aperte per soli meriti sessuali: qualora i privilegi non ci siano, allora le quote rosa sono un pesante fardello da eliminare al più presto
  4. le quote rosa sono un sistema ipocrita per abolire il merito e i frutti dell’azione in base a principi pseudo etici
  5. le quote rosa sono purissima discriminazione sessuale, anche se vengono denunciate dalle donne solo quando fa comodo, cioè quando sono loro in minoranza.

Invito tutti a leggere il seguente articolo dove vedrete che, le donne svantaggiate dalle quote rosa hanno avuto diritto ad un risarcimento. Certo, le donne debbono avere sempre e solo privilegi, anche quando le leggi fatte per privilegiare loro stesse si ritorcono contro.
Resta assolutamente ovvio, la cosa più ovvia dell’universo, che nessun uomo svantaggiato dalle quote rosa può avere alcun risarcimento. Altrimenti la parità di diritti rischierebbe di essere reale, e non quella immonda ipocrisia che ci viene propagandata.

Stop Ingiustizie!

Leggi sul divorzio ingiuste,Rapimenti,Tradimenti, Scrivi la tua storia qui in modo che tutti possano leggere. Clicca sul cartello rosso e vai alla Sala Stampa

Stop Ingiustizie!