Per un’effettiva parità  tra uomini e donne

Dalla nascita del femminismo in poi sembra che il rapporto uomini – donne non possa essere altro che un rapporto di guerra ad oltranza, dove non si possa essere altro che vincitori e vinti.

E’ certo che coloro che vivono i rapporti solo con senso di rabbia, di vendetta, che debbono scaricare sugli altri le proprie frustrazioni, non avranno certo delle grandi alternative ad un rapporto forzatamente ed eternamente conflittuale.

Eppure delle soluzioni ci sono.

Basterebbe pensare in termini di esseri umani, invece che di uomini e donne. Potrebbe essere una esperienza interessante.

Infatti, che ogni volta che un gruppo opprime un altro prima o poi scatenerà delle forze tali che un giorno raggiungeranno la massa critica per invertire il processo, rendendo eterno il susseguirsi di opposti errori, invece di ottenere un riequilibrio.


Tra le tante cose, stanno pure nascendo dei movimenti femministi che hanno capito che non ha senso la guerra continua agli uomini, e che, se il rapporto non sarà paritario, prima o poi i problemi esploderanno con violenza, e questo non sarà un bene per nessuno.

Invito gli sparuti ipotetici lettori di queste pagine a valutare attentamente un nuovo movimento femminista come ifeminists, che cerca laparità dei diritti invece che la sopraffazione. E’ basato su dei principi molto interessanti che possono essere riassunti con:

  1. Parità assoluta di diritti e leggi che non facciano distinzioni tra maschi e femmine (quindi non prevaricazione della donna sull’uomo accampando svantaggi e vittimismi).
  2. Nessun governo deve avvantaggiare le donne a spese degli uomini nè deve avere atteggiamenti paternalistici nei confronti delle donne.
  3. La diversità uomo – donna non solo non deve venire negata (il femminismo la considera solo un’imposizione socio – culturale) ma va considerata un vantaggio per la donna, che può trovare se stessa a le sua unicità.
  4. Ogni scelta libera e responsabile nei confronti della propria sessualità è legittima, fosse pure la prostituzione o la pornografia, visto che la donna è responsabile delle sue azioni quanto l’uomo e non può essere ancora considerata sempre come una minorenne sotto tutela.
  5. Il peggior nemico delle donne, sono le femministe classiste, che concepiscono gli uomini e le donne stesse come due classi sociali perennemente l’una contro l’altra armata.
  6. Il nemico contro cui le donne debbono combattere non sono gli uomini, bensì gli stereotipi sociali. Uomini e donne sono ugualmente vittime di stereotipi che ne impediscono la libertà e la autorealizzazione.

Faccio notare che le considerazioni sopra esposte non sono opera di qualche gruppo maschile, bensì sono le proposte di un gruppo femminista che guarda al futuro e che si dissocia dall’immenso piagnisteo sistematizzato che ha contraddistinto il femminismo che conosciamo finora.


E, per fortuna, molto cominciano ad accorgersi che la discriminazione sessuale oggi è contro gli uomini e non contro le donne, tanto è vero che già sul versante politico si cominciano a vedere dei piccoli e timidi risultati:


Infine ciascuno ha diritto ad essere rispettato per quello che è e basta. E’ ora di farla finita del fatto che gli uomini vengano considerati unicamente dei procacciatori di denaro e basta. Anche se povero o disoccupato, un essere umano è tale, senza se e senza ma, e ha uguali diritti al rispetto all’affetto dei propri figli. Ci vorrà molto tempo, purtroppo, perché queste semplici cose vengano accettate dalla società. Ed è per questo che la battaglia deve continuare senza sosta e senza esitazioni.

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