Protesta padre separato di foggia

Protesta padre separato di foggia

«Ridatemi le mie figlie»

E s’incatena al Tribunale
Lotta di un Padre SeparatoProtesta padre separato di foggia-TRINITAPOLI – «Ridatemi le mie figlie, il vostro è un abuso».

Salvatore Sarcina, 33 anni, di Trinitapoli è un fiume in piena. Fuori dal Tribunale per i minorenni di Bari, megafono in mano, urla a gran voce quella che ritiene una ingiustizia.

Il caldo umido e soffocante non mina affatto le sue energie.

L’ultima volta che ha visto le sue figlie, due gemelline che oggi hanno due anni e mezzo, è stato quattro mesi fa.

Le bimbe vivono con la madre in una casa protetta che hanno cambiato tre volte da quando la storia ha avuto inizio. «La mia compagna aveva ingerito dei medicinali e i servizi sociali del Comune di Trinitapoli hanno scritto che io la segregavo in casa e che le impedivo di uscire», dice Salvatore Sarcina.

Risultato. Da quando, il 4 agosto 2010 la donna è stata ricoverata per qualche giorno nell’ospedale civile di Barletta, le bambine sono state affidate qualche giorno ai genitori di lei. Una volta uscita dall’ospedale, il Tribunale per i Minorenni di Bari ha disposto che madre e figlie vivessero in una casa protetta.

Protesta padre separato di foggia«Nessuno ha sospeso la mia potestà  genitoriale dice Sarcina  perché non possono vivere con me?». L’uomo da ieri ha iniziato un sit-in di protesta davanti al Tribunale per i Minorenni di Bari. «Papà  c’è» è scritto sul berretto rosso che indossa per proteggersi da sole e per far sapere a tutti che le sue bambine devono stare con lui. «Non posso certo entrare nel merito della vicenda premette il presidente del Tribunale per i minorenni di Bari che ha competenza distrettuale anche per la Bat e la provincia di Foggia Rosa Anna De Palo  posso solo dire che sono stati emessi diversi decreti che non sono stati impugnati. Inoltre, la vicenda nel merito è ancora aperta. C’è una consulenza tecnica collegiale in corso non ancora depositata».

Qualche piccolo precedente per reati contro il patrimonio («ma mi sono riabilitato nel 2008»), attivo nel commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, chiede a gran voce di potere rivedere le sue figlie. Fino ai sedici mesi tornava a casa e abbracciava Aurora e Federica i cui nomi sono scritti con lo spray rosso su un lenzuolo affisso di fronte al Tribunale e i cui volti sono stampati sulla maglietta che Salvatore indossa. Da oltre un anno ha iniziato una battaglia per riaverle. «Non mi sposto di qui sino a quando non sarà  ascoltato», annuncia.

CASO SARACINA:PROTESTA PACIFICA DI UN PADRE DINANZI AL TRIBUNALE MINORILE DI BARI CHE LOTTA CON TUTTE LE SUE FORZE PER RIAVERE I PROPRI FIGLI

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