Stava tentanto di assoldare un killer per uccidere la moglie. Trovata la registrazione della telefonata

L”uomo è stato ammanettato dalla squadra mobile reggina. E” accusato anche di atti persecutori, minaccia, ingiuria, percosse e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Il sicario, durante una perquisizione, è stato trovato in possesso della registrazione di una telefonata nella quale gli erano state date le indicazioni per il delitto
Prima avrebbe ordinato il pestaggio dell”ex moglie, poi avrebbe tentato di ingaggiare un killer per ucciderla. Con questa accusa agenti della squadra mobile di Reggio Calabria hanno eseguito ieri mattina un”ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Presidente dell”Ufficio Gip-Gup, Vincenzo Pedone, nei confronti di Michele Porto, 39 anni.
L”uomo è accusato, fra l”altro, di atti persecutori, minaccia, ingiuria, percosse e violazione degli obblighi di assistenza familiare.
Una vicenda dai tratti terrificanti. A Luglio scorso la signora era stata aggredita sotto casa. Una sera, al suo rientro aveva trovato due persone con i caschi in sella ad uno scooter ad attenderla.
Uno, in particolare, appena vista la donna l”aveva rincorsa e una volta persa per i capelli l”aveva sbattuta violentemente con la faccia contro il muro, procurandogli diverse ferite. Il tutto mentre il complice lo incitava urlando «ammazzala, ammazzala». Minuti interminabili, fin quando gli aggressori non hanno deciso di fuggire via. Un episodio immediatamente denunciato, ma che tuttavia era stato archiviato, per mancanza di elementi concreti e, forse, pensando che si trattasse di un tentativo di rapina.
Qualche tempo dopo l”episodio chiave. Il fratello della vittima era proprietario di un magazzino che veniva usato dall”ex cognato (che ha un negozio di mobili). Una storia che è andata avanti fin quanto il titolare dell”immobile non ha deciso di cambiare best online casino la serratura. Pochi giorni dopo l”indagato si presentato da lui e chiede conto della vicenda, arrivando a minacciarlo di fargli fare la fine della sorella. Ossia di mandare ad attenderlo sotto casa gli “amici”. Di fatto, secondo il pm Anna Maria Arena, si tratterebbe di una sorta di confessione. Ma non è tutto. La vittima, denunciò anche un altro episodio dai tratti ancora più inquietanti. Affermava infatti di essere stata fermata da un cittadino polacco che gli avrebbe fatto ascoltare una telefonata tra lui e l”ex marito, nella quale sostanzialmente gli chiedeva di uccidere la donna in cambio di un compenso di 7 mila euro.
Una vicenda che ha immediatamente allertato sia i magistrati che la Mobile diretta da Gennaro Semeraro. Gli uomini della polizia in questo senso si sarebbero messi subito all”opera partendo proprio dal polacco. Ed è stato durante una perquisizione domiciliare che è stato trovato il telefonino in questione, con all”interno la registrazione denunciata. Tanto più che l”uomo ha poi confermato la circostanza spiegando che aveva fatto sentire solo una parte della registrazione alla donna e che in cambio di un compenso (che non ottenne) sarebbe stato disposto a fargli sentire l”intera telefonata, ma che mai avrebbe agito per fargli del male.
Quanto basta per far dire al Gip che, a prescindere, dal risultato ottenuto da Michele Porto, l”ex marito era alla ricerca di un sicario per assassinarla. Una storiaccia che trova conferma sia nelle dichiarazioni del fratello della vittima che del killer, per fortuna mancato, oltre che in una serie di altri riscontri.
Porto, che era già destinatario di un divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, avrebbe più volte violato tale disposizione. Era andata a trovarla arbitrariamente, anche assumendo nei suoi confronti un atteggiamento violento e arrivando a minacciarla.
Secondo l”inchiesta Porto era ossessionato dal fatto che la donna avesse un”altra storia. Fissazione che gli rinfacciava anche negli anni in cui stavano assieme. Dopo la separazione continuava a rivendicare diritti su alcuni beni che si trovavano nella casa in cui viveva la sua ex. Poi c”è anche la vicenda del magazzino, acquistato dal cognato, affinche glielo cedesse (aveva anche pagato una parte del mutuo). Fatto mai avvenuto perchè, secondo quanto affermato dallo stesso proprietario gli accordi economici erano stati messi in discussione da Porto

Ospite

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Sono te ,lui,chiunque e scrivo in anonimatohttp://www.separati.eu/

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  • Massimo

    Siamo alle solite…….Quali motivi avrebbe un uomo a minacciare e fare violenze su una persona se questa non dovesse restituire quello che appartiene al ” carnefice ” ? si è sempre detto “…. male non fare ,paura non avere….” Quante mogli per impossessarsi dei beni materiali e patrimoniali del coniuge lo mettono in mezzo ai guai con false denunce di ogni genere di violenze e reati ?

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