Angelo Grasso vittima

Per 100 ore digiuno e insonne. Da Torino Angelo Grasso dice: “Basta discriminare i padri”
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Ha trascorso gli ultimi quattro giorni seduto su una sedia, davanti al Tribunale di Torino. Cento ore, senza dormire e senza mangiare, per protestare contro i giudici che, dopo la separazione dalla moglie, gli hanno tolto l’affetto delle figlie. “Finché non avrò giustizia, andrò avanti, anche a costo di morire”, è lo sfogo di Angelo Grasso, 49 anni, che questa mattina ha ricevuto la solidarietà dei padri separati di mezza Italia. Una cinquantina di genitori, giovani e meno giovani, provenienti da Nuoro, Taranto, Bologna, Parma, Savona, Genova e Milano. Ognuno con la propria storia alle spalle, ma uniti dallo stesso presente: “Siamo tutti sulla stessa barca – spiega Grasso – quella di chi non ha più una vita, casino online umiliati nei nostri diritti di uomini e di padri”. Separato dallo scorso anno, Grasso è stato obbligato dai giudici a pagare gli alimenti alla moglie polacca e a lasciarle la casa. “Vivo con uno stipendio di 700 euro al mese, mentre lei fa la dentista – racconta – eppure dovrei passarle 250 euro al mese. E in più sono stato costretto a lasciarle la casa comprata insieme, una villa di 300 metri quadrati da cui si possono benissimo ricavare due alloggi”. Uno spazio sufficiente, sostiene Grasso, da essere diviso senza neppure doversi mai incontrare. “Adesso vivo con i miei genitori anziani – dice – ma quello non è il mio posto: io voglio stare vicino alle mie bambine. Voglio il loro affido condiviso, come prevede la legge 54 del 2006, e non mi rassegno”. Anche a costo di morire.

Ospite

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Sono te ,lui,chiunque e scrivo in anonimatohttps://www.separati.eu/

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