Belluno, i divorziati come gli invalidi

Belluno, i divorziati come gli invalidi. Il sindaco offre sussidi e bonus per la casa.
Il 24% delle donne separate o divorziate è a rischio di povertà, così come il 15,3% degli uomini nelle stesse condizioni.Non solo giovani precari, disoccupati o esodati. Tra i nuovi poveri del 2012 ci sono anche i divorziati: uomini e donne alle prese con doppio affitto e alimenti da pagare che spesso non riescono ad arrivare a fine mese.
TRE PUNTI BONUS. A loro il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, ha deciso di regalare tre punti bonus nell’assegnazione delle case popolari. Esattamente come si fa con chi ha subito un grave incidente sul lavoro o soffre di una malattia debilitante dalla nascita.
Secondo i dati Istat, infatti, gli appartenenti a questa categoria sono in costante aumento: se nel 1995 si sono registrati 158 separazioni e 80 divorzi ogni 1000 matrimoni, nel 2009 si è passati rispettivamente a 297 e 181.
Cifre che spesso celano condizioni di vita molto difficili: il 24% delle donne separate o divorziate è a rischio di povertà, così come il 15,3% degli uomini nelle stesse condizioni.
DONNE SVANTAGGIATE. Le condizioni economiche peggiorano soprattutto per le donne, 50,9% rispetto al 40,1% degli uomini, e il 5% dei genitori non può più sostenere le spese mediche per i figli con la frequenza necessaria.
L’iniziativa, spiega Massaro a Lettera43.it, «nasce per le esigenze di un numero sempre più grande di persone che non riesce ad accedere ai sussidi sociali. Se un operaio guadagna 1000 euro al mese, ma poi ne spende 700 tra il mantenimento dei figli e il mutuo della casa coniugale, secondo le norme attuali, basate sul reddito, non può accedere agli aiuti».
Per questo motivo, il primo cittadino bellunese ha deciso di giocare d’anticipo e applicare per primo il piano previsto dalla Regione per il sostegno delle famiglie monoparentali e dei genitori separati o divorziati in situazione di difficoltà: un bonus di punti per entrare nelle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari.
FONDI PER I DIVORZIATI. Il Veneto, nell’ambito delle iniziative a favore dei divorziati, ha stanziato anche 500 mila euro di fondi: 200 mila per prestiti a tasso zero con priorità per le spese sanitarie e 300 mila per il pagamento degli affitti.
È soddisfatta Luisa Palamidessi, presidente regionale dell’Associazione padri separati: «Belluno è il primo comune in Italia ad aver intrapreso questa strada». E si augura che l’esempio possa aprire la strada ad altre iniziative simili nel resto d’Italia.
Più cauto Fabrizio Dell’Anna, presidente dell’Associazione italiana genitori separati, che offre l’aiuto di legali, mediatori familiari e psicologi a tariffe convenzionate, secondo il quale «si tratta sempre e solo di palliativi, mentre il problema richiede un intervento a monte».
NORMATIVA DA CORREGGERE. Secondo l’associazione è la normativa stessa che dovrebbe essere corretta: iniziative come quella di Belluno o come le case per i papà separati possono arginare solo temporaneamente situazioni che, invece, avrebbero bisogno di soluzioni definitive.
«Quello dell’abitazione è un problema che colpisce soprattutto gli uomini», spiega Dell’Anna, «se c’è un figlio minore, quasi sempre la casa viene affidata alla donna».
I padri divorziati devono poi affrontare l’impegno degli alimenti, la cifra mensile da versare all’ex moglie per il mantenimento dei figli, che spesso diventa un problema anche per quest’ultima. «Se l’uomo non riesce a pagare, il rischio povertà aumenta sia per la donna che per i figli». Un problema quindi, che finisce per colpire tutti.
Fonte:Lettura43

kirap

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Non si conosce mai abbastanza bene una donna fino a quando non la si incontra in tribunale.
(Per la maggiore)
https://www.separati.eu/

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