Esponenti della magistratura, tramite il PD, ostacolano la riforma per il vero affido condiviso. La denuncia di Adiantum.

Sono anni che se ne parla. E se ne parla con rabbia stante l’impossibilità, tutta italiana, di porre mano alle magagne di un diritto di famiglia che con prassi vessatorie e altamente conflittuali sta impoverendo e gettando nella disperazione milioni di persone insieme ai loro figli. In sostanza, secondo il parere di una buona parte delle associazioni a tutela dei minori, nel nostro paese esisterebbero lobby di avvocati e magistrati capaci e determinate ad opporsi al vero interesse della popolazione e, in questo caso, addirittura disposte a calpestare i diritti fondamentali dei minori sempre più spesso disumanamente costretti dentro procedure giudiziarie degne del peggiore medioevo, quando i loro genitori si separino.

A parlarne appena un anno fa fu Marco Faraci che dal blog libertiamo.it denunciava come quella dell’affido condiviso fosse una riforma ostaggio delle lobby di avvocatura e magistratura. A parlarne oggi torna Adiantum che, in uncomunicato pubblico, dichiara di poter “documentare fedelmente i più significativi emendamenti a firma PD (Adamo,Della Monica, Serafini, Magistrelli, Carofiglio, Casson, Chiurazzi, D’Ambrosio, Galperti, Maritati), nei quali l’unico ordine di scuderia - che certamente risponde ad esigenze di conservazione dello status quo in tema di separazioni – sembra essere quello di sopprimere”.

Quale sia il bene dei bambini coinvolti nelle separazioni, oltre al buon senso, lo ha da tempo stabilito anche l’Ordine Nazionale degli Psicologi ma, a quanto pare, ai magistrati scesi in politica non ne potrebbe importare di meno.

La situazione è dunque preoccupante e, anche in rete – sui socialnetwork e sul web – sono numerosi i gruppi che iniziano a manifestare il proprio dissenso arrivando a chiedere al pd l’estrimissione dal partito dei parlamentari che “fanno male ai bambini“. Altri se la prendono direttamente col partito democratico come nelle foto sottostanti.

Riportiamo di seguito il testo della denuncia dell’Associazione a tutela dei Minori “Adiantum”, insieme a quegli emendamenti che, stando a quel che si legge, vorrebbero neutralizzare (un po’ come avvenne 6 anni fa con la legge 54/2006) l’attesa riforma.

Ecco gli emendamenti-killer del Condiviso bis in salsa PD. Unica indicazione: sopprimere

Non si placano le polemiche dei genitori separati in Rete, rivolte ai senatori del PD (insieme a quelli dell’IDV) colpevoli di aver presentato una sfilza di emendamenti assai discutibili in materia di affido condiviso.

Pare che il DDL 957 sia destinato a diventare – al pari del suo “progenitore” dal quale sei anni fa scaturì la L. 54/2006 – il disegno di legge più dibattuto di questa legislatura ormai agli sgoccioli. La crisi economica e la gravissima situazione finanziaria in cui versa il nostro Paese rischiano di far passare inosservate certe “mosse” che, a ben vedere, annullerebbero de tutto la portata innovativa delle modifiche contenute nel ddl.

Siamo in grado di documentare fedelmente i più significativi emendamenti a firma PD (Adamo, Della Monica, Serafini, Magistrelli, Carofiglio, Casson, Chiurazzi, D’Ambrosio, Galperti, Maritati), nei quali l’unico ordine di scuderia – che certamente risponde ad esigenze di conservazione dello status quo in tema di separazioni – sembra essere quello di sopprimere. La squadretta di senatori democratici, tra i quali spiccano ex magistrati, vorrebbe sopprimere proprio tutto: dalla mediazione familiare alla importanza dei rami familiari nella cura parentale, passando da un sensibile aumento della discrezionalità dei magistrati.

In buona sostanza, il PD chiede di inserire modifiche al DDL 957 che ottengano questo risultato:

2.1 – sopprimere l’articolo

2.5 – al comma 1, sopprimere la lettera a)

3.3 – sopprimere l’articolo

4.1 – sopprimere l’articolo

5.1 – sopprimere l’articolo

6.1 – sopprimere l’articolo

8.1 – sopprimere l’articolo

9.1 – sopprimere l’articolo

9.8 – al comma 1, sopprimere la lettera b)

10.1 – sopprimere l’articolo.

Per chi lavorano questi senatori ? Quale lobby tutelano, quale categoria di cittadini ?

Di certo non tutti, come pur dovrebbero. A parte un falso “gancio” ai separati sul mantenimento per capitoli di spesa (“alcuni”), l’azione di “sopprimere” ha un unico significato, e cioè quello di eliminare qualcosa che è considerato superfluo, inutile. Questi emendamenti, pertanto, consegnano agli elettori la volontà di un intero partito di non valutare come importanti e necessarie – per molti anche indispensabili – le istanze di qualche milione di genitori separati.

E mentre i destinatari di questa pietanza in salsa democratica cominciano a fare logiche riflessioni di voto le prossime elezioni, vedremo se anche Bersani, al pari di Di Pietro, prenderà le distanze da queste proposte, bollandole come “iniziativa personale”. In questo caso, infatti, i senatori sono ben dieci.

Difficile scaricarli.

Di seguito la comparazione DDL 957 vs. DDL 957 del PD

firmatari emendamenti:
dellamonica_s@posta.senato.it
casson_f@posta.senato.it
adamo_m@posta.senato.it
carofiglio_g@posta.senato.it
chiurazzi_c@posta.senato.it
dambrosio_g@posta.senato.it
dellamonica_s@posta.senato.it
galperti_g@posta.senato.it
serafini_a@posta.senato.it

(perduca_m@posta.senato.it)

kirap

kirap

Non si conosce mai abbastanza bene una donna fino a quando non la si incontra in tribunale.
(Per la maggiore)
https://www.separati.eu/

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