Io, padre separato

Io, padre separato

pronto a morire per vedere mia figlia
Io, padre separato

Adornato
Fabrizio Adornato

Io, padre separato-Da sessantasei giorni Fabrizio Adornato, maresciallo dei Carabinieri, mangia soltanto frullati, yogurt e bevande energetiche. Ha perso quattordici chili, le forze sono allo stremo. Ogni mattina srotola i suoi striscioni davanti al Tribunale di Genova raccontando ai passanti i motivi della sua protesta: a causa di una lunga e conflittuale separazione dalla ex moglie, da due anni non riesce a vedere la figlia ormai quattordicenne.

Ed è ridotto sul lastrico: ogni mese deve versare 440 euro alla madre della ragazzina nonostante abbia ottenuto l’affido condiviso e dunque la possibilità  di mantenere la figlia direttamente. E così Adornato, che ha dovuto lasciare la casa alla ex moglie e affittare un appartamento, prima di iniziare lo sciopero della fame mangiava una volta al giorno, spesso in caserma per risparmiare, chiedendo prestiti a parenti e amici. In questi giorni l’Enel ha staccato la fornitura di energia elettrica: non paga da mesi le bollette.

Il caso di Adornato è uno dei tanti che coinvolgono padri separati estromessi dalla vita dei propri figli, sui quali questa settimana si è espressa anche la Corte europea dei diritti umani, bacchettando il sistema giudiziario italiano perché non trova una modalità  efficiente per garantire ai bambini il diritto di vedere entrambi i genitori. Senza mettere in campo misure tempestive, hanno scritto i giudici europei, si rischia di rovinare per sempre la relazione tra genitori e figli. E’ accaduto anche ad Adornato, che per questo ha aderito al ricorso collettivo di un centinaio di padri italiani proprio alla Corte di Strasburgo, promosso dall’associazione Adiantum.

Perché non vede sua figlia?
Fino al 2010 sono riuscito a frequentarla nonostante gli ostacoli della madre e della nonna materna. Ci siamo separati quando Giorgia (nome di fantasia, ndr) aveva due anni. La mia ex moglie andò a vivere con i genitori, e più volte ho dovuto chiedere l’intervento della polizia perché non mi aprivano la porta. Mi hanno denunciato per molestie telefoniche perché chiamavo per sapere come stesse mia figlia quando era malata, sono arrivati a raccontare che ero aggressivo, che spaventavo Giorgia con la mia voce. Eppure nel 2007 ho ottenuto l’affido condiviso: lo psichiatra incaricato dal tribunale per eseguire la perizia disse che sono un buon padre. Da allora dovrei vedere mia figlia quindici giorni al mese.

Che cosa è successo due anni fa?
Durante un arresto si sono rotti i legamenti del ginocchio. La mia casa e quella della mia ex moglie distano 14 chilometri. Non potevo guidare la macchina, e dunque a volte mi sono fatto accompagnare da amici per prendere mia figlia nei giorni stabiliti. Questo però accadeva raramente, e così ho cominciato a vedere Giorgia molto meno finché ho smesso di vederla del tutto. E’ lei ad aver deciso di allontanarmi. Ai giudici ha detto che sono troppo severo perché andiamo a fare lunghe gite in bicicletta, perché la porto a messa, perché andiamo sui pattini. La mia ex moglie, dopo averle ripetuto per anni che sono un cattivo padre, ha accettato volentieri queste parole.

Dunque pensa che qualcuno avrebbe dovuto ordinare alla sua ex moglie, durante il suo lungo periodo di malattia, di spingere sua figlia a frequentarla?
Certamente. La mia ex suocera mi ha sempre dipinto con una luce negativa, arrivando a mettere in discussione persino l’affetto di mia madre per Giorgia. Immagino che dopo anni di condizionamento, ora la ragazzina abbia maturato un disamore nei miei confronti. E nessun giudice ha mai mosso un dito per modificare questa situazione. Ho sopportato perizie psichiatriche, denunce, continue richieste di soldi da parte della mia ex moglie che per molti anni non ha lavorato e dunque ha potuto usufruire del gratuito patrocinio mentre io, con uno stipendio nominale di 1570 euro, ho accumulato 40 mila euro di spese legali, pignoramenti, citazioni in giudizio per prestiti mai restituiti. Sono arrivato al capolinea.

Quali sono le sue spese correnti?
Finché potevo vedere Giorgia, era come se avessi due figli perché oltre a versare 440 euro di alimenti alla madre dovevo acquistare cibo, vestiti, libri di scuola per mia figlia. Poi 600 euro di affitto per la mia casa, 250 euro di rata della macchina che forzatamente devo avere per poter andare a prendere mia figlia, infine le spese correnti di tutti i giorni. Spesso ho saltato i pasti perché non avevo soldi. Questa mattina ho sentito per la prima volta crampi alle gambe, sto perdendo le forze. Tra un mese sarà tutto finito.

(Mentre parla al telefono Adornato è steso sul letto di casa. “Per conservare le energie”, dice. Nel pomeriggio si riposa, poi va a messa, torna a casa, per cena beve un frullato vitaminico e poi va a dormire. Può usufruire di un periodo di convalescenza per un incidente sul lavoro. Il 29 novembre, quando ha cominciato la protesta, pesava 82 chili. Ora ne pesa 68. I suoi colleghi dell’Arma gli hanno sempre manifestato solidarietà . Un magistrato del Tribunale di Genova un giorno ha provato a consolarlo: “Lei è stato semplicemente sfortunato”).

Ha denunciato otto magistrati per omissioni d’atti d’ufficio e per interessi privati in atto d’ufficio. Li accusa di avere preso decisioni superficiali, quasi mai interessandosi della sua vicenda fino in fondo. Parla di relazioni dei servizi sociali falsificate, di giudici che per pigrizia prendono per vere le parole della sua ex moglie senza verificare la loro fondatezza. Ora sta affrontando una lunga e difficile causa di divorzio. Nessuna delle toghe l’ha chiamata per capire le sue ragioni?

No. E nessuno di loro ha presentato una contro-querela per calunnia o diffamazione. In dodici anni ho potuto semplicemente constatare sulla mia pelle come molte decisioni siano state prese senza approfondire la questione, senza acquisire prove, discriminandomi in favore della mia ex moglie. Gli unici a sostenermi in questo momento¨ l’associazione Padri Separati della Liguria, dove la metà  sono donne. Perchè questa non è una battaglia dei sessi o padri contro madri. Noi pretendiamo che venga rispettato il diritto dei bambini a frequentare entrambi i genitori, soprattutto quando questi genitori non hanno compiuto alcun danno.

Quando ha sentito Giorgia l’ultima volta?
La settimana scorsa. Per molti mesi non ha voluto vedermi, ma ha accettato che parlassimo al telefono. Facevamo i compiti insieme tutti i pomeriggi. Ha smesso di chiamarmi papà . E nell’ultima chiamata ha detto che avrei dovuto smetterla di sentirla, si vergogna perché passo le mattine col megafono davanti al Tribunale. Ma so che mi vuole bene.

Che cosa chiede al giudice che sta esaminando la sua pratica di divorzio?
Ho già  fatto le mie richieste. Vorrei che facesse rispettare l’affido condiviso. Vorrei vedere finalmente Giorgia senza che questo diritto sia subordinato alla madre, la quale in questo processo è arrivata a dichiarare che in realtà  nei periodi migliori vedevo nostra figlia soltanto qualche giorno al mese e sono delle falsità . Ma io ho paura che, come altre volte, non si facciano approfondimenti per accertare il vero. Vorrei finalmente poter mantenere direttamente mia figlia, senza dover versare gli alimenti alla mia ex moglie che peraltro ora lavora, così come stabilisce la legge. Vorrei fare metà  per uno. Quindici giorni la ragazzina resta con me, quindici giorni con sua madre. In questo modo potrei anche risollevarmi economicamente. Sa, io vivo come un barbone. Chiedo venti-trenta euro agli amici per pagare una bolletta. Se non facessi lo sciopero della fame, non avrei i soldi per fare la spesa. Non ho niente da perdere. Non ho paura di morire.

kirap

kirap

Non si conosce mai abbastanza bene una donna fino a quando non la si incontra in tribunale.
(Per la maggiore)
https://www.separati.eu/

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