La storia di un padre disperato

La storia di un padre disperato

Susseguono i drammi :

La storia di un padre disperato Voleva buttarsi da Ponte Vecchio. Due privati e un’associazione in campo

I padri separati tra i nuovi poveri

Pistoia, 23 novembre 2012 – Dignità  e umiliazione. Ripete queste due parole, come una preghiera, piegato in un dolore silenzioso. Ma ieri ha trovato anche la forza per sorridere. Almeno ci ha provato, non è poco.

Ventiquattr’ore prima aveva già  scavalcato la barriera (fisica) che lo separava dal suo proposito: togliersi la vita. Un pensiero fisso, una strada senza uscita per un padre disperato. Già  oltre, già  di là  dalla spal- letta del Ponte Vecchio a Firenze, salvato dalla polizia.

Quarant’anni, di origini milanesi, ora vive con i genitori a Serravalle dopo essere stato dai suoceri a Prato. Separato dalla moglie, senza un lavoro da due anni, con due figli piccoli (di 3 e 4 anni) da mantenere e, ogni tanto, forse anche da accontentare nei capricci infantili: babbo, mi compri un gioco nuovo? E’ difficile dire no, sempre no.

Una storia come tante, come troppe. Una storia che si ripete sempre con maggiore frequenza. Con la società  civile e i servizi sociali disarmati, senza strumenti adeguati per rispondere efficacemente alla dura condizione di chi, essendo rimasto senza lavoro, non riesce più a fare fronte alle spese quotidiane. I nuovi poveri, gli è stato dato un nome a questa condizione anomala.

Sono tanti, quanti non si può immaginare. Persone non solo rimaste senza un lavoro, ma che hanno perso o rischiano di perdere anche la casa, l’alloggio in cui vivono. Perché non ce la fanno a pagare il mutuo, perché non riescono a far fronte alla spesa dell’affitto. La storia del padre che voleva buttarsi già  dal Ponte Vecchio ha toccato il cuore dei fiorentini. Ieri in redazione abbiamo ricevuto molte testimonianze d’affetto e solidarietà . Con tre soggetti un noto imprenditore, il nostro Mister X, un’associazione benefica e un privato cittadino  che, preferendo restare anonimi, si sono offerti di aiutarlo economicamente.
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I rifLa storia di un padre disperato lessi della crisi sulla vita delle persone e delle famiglie sono infiniti.

E ogni alba può essere tragica. Il tentativo di suicidio da parte del giovane padre di Serravalle che voleva gettarsi giù dal Ponte Vecchio ha destato profonda impressione.

Un’occasione per leggere ancor di più tra le righe della vita di chi, pur cercando di vivere un’esistenza dignitosa nonostante le crescenti difficoltà , rischia di non farcela a portare tutti i pesi.

Le chiamano le «nuove povertà», condizione che comprende, e non da ora, i padri separati, proprio come quel quarantenne che voleva gettarsi nell’Arno perché non sapeva più come affrontare la sua vita quotidiana di disoccupato, separato e padre di due bimbi molto piccoli. La crisi non ha ridotto le separazioni, le ha esasperate, come già  abbiamo avuto modo di analizzare con il presidente del Tribunale, Fabrizio Amato. Non soltanto, ma Pistoia detiene il record toscano dei matrimoni naufragati con un trend in continuo aumento, anno dopo anno.

Ma quanti sono, nel pistoiese, i padri che si ritrovano nel baratro finanziario che segue la fine del matrimonio? Tanti, a giudicare dal singolo esempio che ci fornisce l’avvocato Chiara Mazzeo, nonchè Consigliera di Parità , che soltanto negli ultimi due mesi ha assistito cinque padri nelle procedure di separazione e tutti e cinque sono piccoli imprenditori colati a picco negli ultimi anni.

“Un trend negativo  ci spiega l’avvocato Mazzeo  cui assistiamo, in particolare, da questo autunno. Cinque situazioni affrontate, di piccoli imprenditori, quasi tutti edili, con la moglie che lavora e tutti in separazione consensuale. Padri collaborativi e coscienziosi, è questa la tipologia di cui si parla, che fino a ieri hanno adempiuto a tutti gli obblighi. Padri che, oltre a non avere più un lavoro, non hanno più nemmeno la casa, dove sono rimasti moglie e figli, della quale pagano il mutuo per poi tornare a casa dei genitori. Vediamo persone disperate, che non si possono più permettere niente perché non hanno più liquidità.

“Allora non ci resta che una lettera descrittiva della situazione reale, facendo sapere che non c’è più niente, se non il camion della ditta, e affrontando il rischio delle denunce per la violazione degli obblighi, ma tant’è. Allora  commenta l’avvocato Mazzeo  mi viene da pensare che la legge non ha funzionato. Eppure c’è anche la possibilità  dei capitoli di spesa separati, una procedura con accordo di base fra ex coniugi, ma genitori per sempre. Invece si è culturalmente troppo legati ad aspetti del mantenimento, quando il padre, in momenti e in casi come questi, non sa nemmeno come pagare le tasse”.

Come affrontare la nuova emergenza sociale? “Dove si può, riduciamo il fisso mensile, affrontando i capitoli di spesa separati verso i figli (libri, dentista, sport). Una norma rimasta lettera morta è l’articolo 155 del Codice civile (affidamento condiviso), che sancisce che il minore ha diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori e di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi.

In realtà  al padre si chiedono soltanto soldi contro la minaccia di pignoramento. Ci si continua a separare per gli stessi motivi di dieci anni fa, per l’usura del rapporto. La crisi  conclude  non cementifica, ma esaspera. Devo dare atto, al presidente del nostro Tribunale per i suoi provvedimenti, sempre molto calati nella realtà  e con attenzione alle cifre”.

kirap

kirap

Non si conosce mai abbastanza bene una donna fino a quando non la si incontra in tribunale.
(Per la maggiore)
https://www.separati.eu/

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