Omicidio, un bimbo conteso dopo una separazione

Lite in strada tra due famiglie sfocia in tragedia
La vittima colpita all’addome. Tra i ricercati il papà del piccolo

ROMA – Un figlio conteso, un crescendo di insulti, i clan che prendono partito, un colpo di pistola. La fine di una storia d’amore breve, tormentata, disgraziatissima tra due giovani della periferia nord-ovest è sfociata ieri pomeriggio nel sangue innescando odi che dureranno generazioni. Due gruppi familiari si sono affrontati per strada a Montespaccato e un uomo di trentasette anni, Marco Zioni, un presente da culturista, un passato pieno di precedenti penali, è stato ucciso con una pallottola all’addome. Quattro persone sono ricercate dai carabinieri per omicidio. Tra loro anche il padre, un ragazzo di appena diciott’anni, del bambino all’origine della feroce contesa.

Erano le tre del pomeriggio quando è arrivata la notizia del sesto omicidio a Roma dall’inizio dell’anno. Luogo del delitto via Guido di Montpellier, ex case abusive, un pezzo di Roma nato e rimasto borgata a poca distanza da via di Boccea e dal Grande Raccordo Anulare. Poco più di un anno fa, Marco Lo Pinto, ora ricercato dai carabinieri, e Gioia Zioni, 20 anni, si conobbero, si piacquero e si misero insieme. Ne nacque un bambino che oggi ha dieci mesi. Ma il piccolo non riuscì a tenere insieme una coppia forse senza futuro fin da principio. La ragazza, dopo una breve convivenza, volle tornare a casa dal padre, Aldo, anche lui con precedenti penali, e per qualche motivo si intestardì: l’ex compagno non avrebbe più dovuto vedere il figlio.

La decisione, e gli strascichi di un amore finito, hanno innescato quasi una faida. Liti continue, minacce, confronti per strada, insulti. Gli Zioni e i Lo Pinto abitano nella stessa zona di Montespaccato e la vita dei due gruppi ha continuano a incrociarsi nonostante i dissapori. Lunedì la scintilla che ha dato ulteriore forza all’incendio. I familiari del ragazzo si sono rivolti tempo fa a un avvocato. Con l’inizio della settimana la giovane mamma, diplomata in un istituto per estetiste, ha ricevuto una lettera in cui le viene intimato di permettere all’ex compagno di vedere il figlio.

Gli Zioni, il papà di Gioia, Aldo, lo zio Bruno, e il cugino della ragazza, Marco, l’uomo poi ucciso sono andati sotto casa dei Lo Pinto «a chiedere spiegazioni» con un amico. La spedizione, anziché chiarirla, ha fatto precipitare la situazione. Si sentivano urla e insulti: «Infami: che è ’sta storia dell’avvocato?». Marco Lo Pinto e altri familiari, secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri del Gruppo Roma, guidato dal colonnello Giuseppe La Gala, sono scesi per strada e la discussione è durata molto poco. Marco Zioni, padre di due figli, titolare di un negozio di integratori alimentari per culturisti, se ne stava quasi andando quando è spuntata una pistola. Era al volante di una Smart. Uno dei componenti del clan avversario ha premuto il grilletto. Due pallottole non sono partite perché l’arma era inceppata. La terza sì.

Zioni, colpito probabilmente all’aorta addominale, è sbiancato. Un parente e un meccanico della zona lo hanno messo alla meglio su un’Audi e lo hanno scaricato, andandosene subito dopo, al pronto soccorso del «Gemelli». Il policlinico è a circa tre chilometri da Montespaccato. L’uomo è morto dissanguato a pochi minuti dal ricovero. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Elisabetta Ceniccola. I carabinieri del Gruppo Roma hanno eseguito decine di perquisizioni fino a notte inoltrata nel tentativo di stanare i Lo Pinto. Marco, il ragazzo padre, precedenti per droga, è ricercato per omicidio gli altri tre familiari. Ma non è ancora chiaro chi abbia materialmente fatto fuoco contro la vittima. È chiarissimo, invece, che in una Roma sempre più su di giri, sempre più feroce, sempre più «coatta», le pistole hanno il comando delle operazioni.

Ospite

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