Questo matrimonio s’ha da pre-regolare!

Questo matrimonio s’ha da pre-regolare!

In seguito a una recentissima sentenza della Corte di Cassazione, i patti prematrimoniali potrebbero trovare riconoscimento giuridico anche in Italia. L’avvocato Matteo Santini afferma: “Occorre colmare il vuoto normativo.

Questo matrimonio s'ha da pre-regolare!Questo matrimonio s’ha da pre-regolare!-Con una sentenza del 21 dicembre 2012, la Corte di Cassazione ha aperto la strada ai patti prematrimoniali nell’ordinamento giuridico italiano. La sentenza in questione ha ritenuto valido un accordo stipulato tra due futuri coniugi, nel quale si stabiliva che in caso di fallimento dell’unione coniugale la moglie avrebbe ceduto al marito un immobile di sua proprieta’ a titolo di indennizzo per le spese sostenute per ristrutturare la casa coniugale, sempre di sua proprieta’.

Si tratta di una sentenza che potrebbe essere definita “storica”, in quanto fin’ora, la giurisprudenza di legittimita’ aveva ritenuto nulli i “patti” sottoscritti prima delle nozze, perche’ in netto contrasto con i “principi di indisponibilita’ degli status e dello stesso assegno di divorzio”.

Da una ricerca Cawi di IMR Ricerche/Centro Nazionale Studi e Ricerche sul Diritto della Famiglia e’ emerso che il 23% degli intervistati (234 maggiorenni non sposati – gennaio 2013) e’ interessato a questa opportunita’

“Si tratta di una sentenza che costituira’ un precedente destinato a influenzare le future dispute tra coniugi e dando, con ogni probabilita’, il via a una serie di contratti stipulati precedentemente alle nozze, volti a tutelare le parti. – Ha spiegato l’avvocato Matteo Santini Direttore Scientifico del Centro Nazionale Studi e Ricerche sul Diritto della Famiglia. – Il documento in questione puo’ essere considerato a tutti gli effetti un contratto prematrimoniale, a prestazioni corrispettive, con i requisiti della patrimonialita’ e diretto a perseguire interessi meritevoli di tutela quali, in questo caso, la restituzione sotto forma di trasferimento della proprieta’ delle somme anticipate dal marito alla famiglia e nell’interesse della stessa, in costanza di matrimonio. Auspico che ora il legislatore prenda atto di tale orientamento giurisprudenziale e si arrivi, finalmente, all’approvazione di una legge che disciplini in modo organico la materia dei patti prematrimoniali. Lasciare aperto un vuoto normativo sulla questione, soprattutto alla luce di tale sentenza, potrebbe costituire un errore grave e pericoloso.”

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La possibilità  di addivenire a pattuizioni prematrimoniali, da un lato, avrebbe il pregio di diminuire le separazioni giudiziali, di ridurre le spese processuali ed accorciare i tempi oggi troppo lunghi dei procedimenti giudiziali in generale e delle separazioni in particolare; dall’altro lato, in ogni caso, non verrebbe meno il potere di ingerenza dell’autorità  giudiziaria, la quale avrà  in ogni caso discrezionalità  nel determinare l’equità  delle pattuizioni assunte dai nubendi, anche e specialmente al fine di favorire e tutelare gli interessi dei figli, se esistenti, i quali, inevitabilmente, vengono coinvolti nella vicenda familiare di separazione dei genitori.

Oggi, il più delle volte, i nubendi non si rendono conto che il vincolo matrimoniale importa sia diritti, sia doveri verso l’altro coniuge e, in una società  in continua evoluzione, anche l’ordinamento giuridico dovrebbe prendere atto delle rinnovate esigenze nelle quali attualmente viviamo, adeguando le norme giuridiche alle necessità  di vita quotidiana.

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kirap

kirap

Non si conosce mai abbastanza bene una donna fino a quando non la si incontra in tribunale.
(Per la maggiore)
https://www.separati.eu/

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