Scopre il tradimento della moglie, vince la causa, ma lei non se ne va di casa

Il 30enne l’aveva fatta pedinare da uno 007: i giudici gli affidano
la figlia piccola però la donna non trasloca e non paga le spese

VICENZA – Il marito che non voleva fare la fine del becco e bastonato, ha vinto (per ora) la sua battaglia legale, nell’interesse della figlia di pochi anni. Ovvero, ha ottenuto che ad andarsene di casa sia la moglie fedifraga (secondo le prove raccolte da un investigatore privato). Sentenza innovativa, almeno da un punto di vista statistico se non giurisprudenziale, visto che nella maggioranza dei casi i figli (e quindi anche l’abitazione) vengono affidati alla moglie e non al marito.

Eppure il trentenne che ha fatto pedinare la consorte per raccogliere le prove del tradimento, non solo già lavora nella stessa azienda della sua ormai ex signora, ma è costretto ancora a convivere sotto lo stesso tetto. Una dannazione. Perché, in barba al provvedimento del Tribunale di Vicenza, ora confermato dalla Corte d’appello di Venezia, la donna non vuole andarsene.

E nemmeno pagare la quota di 300 euro fissata in via provvisoria per il mantenimento della figlia. Nè contribuire al mutuo per la casa che la famiglia di origini siciliane, ma trapiantata nell’hinterland del capoluogo berico, aveva contratto ai tempi in cui i coniugi erano una coppia felice.

Un calvario per il marito, assistito dall’avvocato Ruggero Rubisse. Che spiega: «È piuttosto raro in Italia l’affidamento dei figli al padre. I giudici hanno capito l’importanza delle prove che avevamo raccolto e l’attaccamento dell’uomo alla bambina». L’esecuzione però non sarà facile e rischia di trasformarsi in un’altra annosa questione, in attesa del pronunciamento definitivo del Tribunale sulla causa di separazione.

Di certo il punto decisivo messo a segno dal legale del marito (che fa l’operaio) è consistito nel dossier preparato dalla Angel Investigazioni di Andrea Chilese, a pochi passi da piazza dei Signori. «Noi abbiamo fatto il nostro lavoro, avvalendoci delle attrezzature più all’avanguardia, – spiega il titolare – ma quel padre si meritava la decisione del Tribunale. Vedo tanti mariti traditi venire da noi, animati dal risentimento nei confronti della partner. In questo caso c’era solo la voglia di tutelare il futuro della figlia».
L’inchiesta privata avrebbe provato le frequentazioni della moglie con un quarantenne, accumulando i riscontri degli incontri galeotti. I due amanti usavano cautele per scoprire eventuali pedinamenti. Si muovevano ognuno sulla propria auto e controllavano, fermandosi dopo il passaggio del partner, se ci fosse qualche segugio alle loro calcagna. O rallentavano vistosamente per farsi superare da tutti gli altri automobilisti. Non è bastato. Gli investigatori hanno scattato foto anche all’esterno di una baita isolata, in mezzo alla neve. Il segreto? Tecnologia d’avanguardia (solitamente usata da Cc e Polizia) che consente, grazie a un decreto Maroni di un anno fa, l’utilizzo di trasmettitori (applicati alle auto da pedinare) che funzionano con le triangolazioni Gps.
(R. N. E.)

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