Scuola, iscrizioni solo on line Ma 300mila famiglie rischiano

maturità scuola esamiCambia l’iscrizione a scuola. Non più passaggi in segreteria, da oggi è tutto on line. Per le classi iniziali dei corsi di studio delle statali (le private non sono vincolate), tranne la scuola d’infanzia, diventa obbligatoria l’iscrizione digitale. Lo prevede la legge n. 135/2012, cioè la spending review.

Le famiglie, dopo aver individuato la scuola, dovranno compilare la domanda e inviarla all’istituto attraverso il sistema «Iscrizioni on line» del sito del ministero o da www.iscrizioni.istruzione.it. Il sistema in tempo reale avviserà via mail i genitori dell’avvenuta registrazione o delle variazioni di stato della procedura (in caso di separazioni o divorzi con affido non congiunto, la domanda deve essere poi perfezionata presso la scuola).

Una rivoluzione che non manca di sollevare dubbi. Il primo riguarda il fatto che non tutte le famiglie sono «digitalizzate»: fra il milione e 700mila nuclei che da oggi saranno obbligati al nuovo metodo almeno 300mila sono quelle che non hanno dimestichezza con il computer o non lo posseggono. Nel 2012, secondo gli ultimi dati Istat, solo il 55,3% delle famiglie dispone di un accesso a internet e il 59,3% di un pc. Una difficoltà doppia poi per gli stranieri, alle prese anche con i problemi di comprensione della lingua. Il ministero dell’Istruzione, consapevole di queste difficoltà, ha previsto che le scuole offrano un servizio di assistenza in sede fino 28 febbraio, giorno di scadenza del bando. I criteri per l’ammissione degli alunni sono deliberati dal consiglio d’istituto, fermo restando alcuni principi di «ragionevolezza» come la residenza dello studente o documentate esigenze lavorative dei genitori. Il Miur specifica che «non è un click day», quindi l’ordine d’arrivo non conta e non è necessario affannarsi oggi. La Flc – Cgil ha mandato venerdì una lettera a Carmela Palumbo, Direttore generale per gli Ordinamenti scolastici e per l’Autonomia, chiedendole di rivedere alcune criticità del sistema che riguardano la possibilità di scelta per le famiglie (penalizzata secondo il sindacato che dice «le procedure on line non possono sostituire totalmente le prassi di interlocuzione finalizzate al maggior ascolto e rispetto possibile delle scelte») come anche le alternative alla religione cattolica, non elencate.

Ma è dagli istituti stessi che arrivano le perplessità più forti. Mara Bonitta, dirigente dell’IC di Maniago elenca a “Sinergie di scuola”: «Innanzitutto una mole di lavoro per l’ufficio, poi il disagio dei genitori stranieri che dovranno essere supportati dalla segreteria, il come avvisare nei casi in cui la domanda venga accolta con riserva, infine, a proposito dello sbandierato risparmio di carta previsto, siamo sicuri che le scuole non dovranno stampare le domande che ricevono (10 pagine)? », dice la professoressa, premettendo che «in qualche modo era necessario incominciare» e che «il senso di responsabilità del personale amministrativo non lascerà le iscrizioni in panne». E la collega Caterina Runfola, Dsga del Liceo Banfi di Vimercate, aggiunge «digitalizzare non significa mettere on-line: sono due cose diverse. Noi possiamo avere tutta la modulistica on-line, ma la digitalizzazione è altra cosa».

kirap

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Non si conosce mai abbastanza bene una donna fino a quando non la si incontra in tribunale.
(Per la maggiore)
https://www.separati.eu/

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