Separazione personale

Separazione personale

Separazione personale: l’abbandono del tetto coniugale senza una valida ragione fa scattare in via automatica l’addebito

di Anna Costagliola

Separazione personaleSeparazione personale-L’abbandono del tetto coniugale prima della domanda di separazione e senza una valida ragione fa scattare automaticamente l’addebito.

A maggior ragione se il coniuge che ha reciso la coabitazione lo ha fatto per intraprendere una convivenza more uxorio. è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 2059 del 14 febbraio 2012.

L’iter argomentativo seguito dalla Corte parte dalla previsione di cui all’art. 151, co. 2, c.c., il quale stabilisce che il giudice, pronunciandosi sulla separazione, dichiara, ove ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile l’intollerabilità  della prosecuzione della convivenza (o il grave pregiudizio che questa comporta all’educazione della prole), in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri del matrimonio.

Sulla parte che richieda l’addebito della separazione all’altro coniuge grava l’onere di provare sia la contrarietà  del comportamento di questi ai doveri che derivano dal matrimonio, sia l’efficacia causale di tale comportamento nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza.

Per consolidata giurisprudenza della stessa Corte di legittimità , in tema di separazione tra coniugi, l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà  coniugale rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale, determinando normalmente la intollerabilità  della convivenza, deve ritenersi, di regola, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile.

Nella fattispecie in oggetto si aggiunge, poi, un ulteriore elemento, accanto alla violazione dell’obbligo di fedeltà , che vale a suffragare, ancor di più, la decisione di addebito della separazione.

Risulta, infatti, dagli atti di causa che il marito aveva abbandonato il domicilio coniugale già  anni prima dell’inizio della causa di separazione, proprio al fine di instaurare la relazione more uxorio con un’altra donna.

Nella valutazione della cause della crisi coniugale l’abbandono del tetto coniugale, se volontario, unilaterale e definitivo, presenta dei connotati di particolare gravità  che impediscono di ricondurlo al rango delle altre cause di addebito della separazione, non essendo predicabile per esso, come conseguenza, la intollerabilità  della prosecuzione della convivenza, alla quale si pone, invece, direttamente fine mediante una decisione unilaterale.

Questo è il motivo per cui a tale comportamento è normalmente riconducibile, in via automatica, l’addebito della separazione.

Tiene a precisare, tuttavia, la Corte come l’abbandono del tetto coniugale possa, anche al di fuori della separazione di fatto, avere delle giustificazioni. Innanzitutto l’art. 146 c.c. contiene la espressa previsione che la proposizione della domanda di separazione costituisce giusta causa dell’allontanamento dalla residenza familiare.

Più in generale, poi, ci sono dei casi in cui tale contegno risulta non solo giustificato ma persino necessario per tutelare l’integrità  psicofisica delle parti, come confermato da quella giurisprudenza per la quale, se i fatti accertati a carico di un coniuge violano norme imperative (andando a minare l’incolumità  fisica, morale e sociale dell’individuo) e travolgono i basilari principi di solidarietà  e rispetto doverosi nei confronti dell’altra persona, questi possono portare ad escludere, nel caso concreto, l’addebitabilità  della separazione in capo al coniuge che a quei fatti tenti di sottrarsi allontanandosi.

Tanto premesso, gli Ermellini giungono ad affermare il principio di diritto in virtù del quale il coniuge, il quale provi che l’altro ha volontariamente e definitivamente abbandonato la residenza familiare senza aver proposto domanda di separazione, non deve ulteriormente provare l’incidenza causale di quel comportamento illecito sulla crisi del matrimonio, implicando esso la cessazione della convivenza e degli obblighi ad essa conseguenti.

Grava, piuttosto, sull’altra parte l’onere di offrire la prova contraria, dimostrando che il comportamento tenuto sia stato sorretto dalla giustificazione della preesistenza di una situazione di intollerabilità  della coabitazione, nonostante l’assenza della giusta causa prevista dall’art. 146 c.c.

Ospite

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  • ahaha quindi bisogna aspettare che l’altro ti accoltelli? mah

  • Senza una valida ragione? e chi è che stabilisce quale sia la valida ragione? E se uno me la martella all’inverosimile???

  • Scusate ma ora che ho letto l’articolo sono ancora + incaxxata di prima che avevo letto solo il titolo. Ma chi ha fatto questa sentenza??? Benedetto XVI? E quindi cosa bisogna fare… ammazziamoli tutti? Quindi uno prima di andare via deve presentare domanda di separazione…??? Ma che cazzate sono? E se uno vuole passare semplicemente un po’ di tempo lontano non può??? Siamo tornati all’abbandono del tetto coniugale?? Mi sembra che questa gente abbia già da un po’ abbandonato i loro cervelli in mezzo a un campo…

  • Io credo che si voglia intendere diversamente ..e bensì che chi tradisce e va via abbandonando il tetto coniugale con figli dentro..non ha nessun diritto nella separazione..cosa ne pensate? Non credo che chi tradisce la famiglia ..maggiormente un figlio..possa avere ragione.. o perlomeno non avere un addebito. Se male stai con una persona..oppure peggio ..questa ti percuote come voi intendete..alora sempre legalmente disponi gli avvenimenti e vai via…

  • Di solito l’abbandono del tetto coniugale è dovuto la maggior parte per tradimento…indi è questa condizione che si vuole punire ..non altre..

  • Ma secondo me non va assolutamente punita…il mio compagno mi ha conosciuta dopo 4 anni di crisi con la sua ex moglie…prima di andar via, prima ancora di comunicarle che sarebbe andato via, ha incontrato me, si è innamorato, ha capito che gli ultimi 4 anni non potevano essere una crisi transitoria, ha capito che non poteva + stare con una persona che non lo considerava, non gli dava affetto e non lo capiva. Non mi ha cercata, sono capitata per caso, per caso è arrivato l’amore…siamo stati insieme un anno poi ha trovato il coraggio di andar via…vogliamo forse fargliene una colpa??? Vogliamo non considerare il ruolo della moglie nel fallimento del matrimonio? A parte casi particolari, quando una persona (uomo o donna) cerca qualcosa al di fuori del matrimonio, vuol dire che qualcosa all’interno manca ed è mancato. Non voglio giustificare il tradimento…ma quando le cose belle capitano non sempre aspettano…l’importante credo sia chiarire la situazione in corso nel più breve tempo possibile e non stare troppo a lungo col piede in due scarpe! Ma non possono farci una colpa di aver finalmente ritrovato una ragione di vita dopo anni passati dentro un rapporto anonimo! I figli crescono, si fanno le loro vite e si dimenticano presto dei genitori. Non possiamo quindi annullare completamente le nostre vite, anche perchè il loro bene si può perseguire in altri modi e comunque non credo sia per loro un bene vivere in una casa dove mamma e papà nemmeno si rivolgono la parola! Quindi assolutamente no all’addebito solo perchè ci si è innamorati di qualcun’altro…non dimentichiamo mai che l’essere umano è un essere bisognoso di amore..e quando questo amore manca è sua natura cercarlo altrove…soprattutto quando manca da lungo tempo!

  • tu dimentichi l’impegno che ti prendi con la persona che sposi..pensa come un contratto con penali…allora? accetti la penale se recedi dal contratto? indi sei tu a rinunciare ..nessuno ti ha obbligato all’inizio di fare un contratto con questa persona ….

  • sul fatto che nessuno ti possa OBBLIGARE ho le mie riserve

  • Ma stiamo scherzando vero? Penale? Se proprio vogliamo considerare il matrimonio un contratto non dimentichiamoci che qualsiasi contratto ha un termine, al termine del quale appunto siamo tutti liberi senza più obblighi! Se contratto dev’essere che lo sia a tutti gli effetti! Ricordiamo anche che tutti i contratti possono essere rescissi con preavviso! Allora cosa mi dici adesso? Vogliamo parlare di impegni? Allora parliamone. Che ne dici dell’impegno della signora nella buona e nella cattiva sorte che è venuto meno? Che ne dici del suo (sempre della signora) se tu non vuoi parlarne siccome ti rispetto evitiamo di parlane…e tutto questo per due lunghi anni! Del rivolgersi sempre urlando, negli ultimi 4 anni. Se mio marito ha dei problemi posso stargli vicino anche senza parlarne, non lui in una stanza e io in un’altra. Se mio marito si addormenta sul divano guardando la tv non lo lascio li al freddo marcire fino alle 5 del mattino! Se io sono a casa in vaca da due mesi, non mando mio marito alla riunione di condominio dopo 14 ore di lavoro…da solo…non lascio a lui l’incombenza della spesa se io sono a casa senza fare niente! Ma di cosa stiamo parlando per favore? Vogliamo veramente colpevolizzare una persona che si innamora come nel medioevo??? Parliamo di contratti, di impegni che si prendono…ripeto ogni contratto può essere, chiuso, modificato pagando piccole penali. Voglio andare via dell’appartamento nel quale sono in affitto? Posso farlo con un preavviso di sei mesi e una penale di meno di 100 euro…ed è così per qualsiasi contratto. Questi ragionamento bigotti non li voglio nemmeno sentire…sono questi ragionamenti che riempiono le aule dei tribunali con procedimenti immensi che non finiscono mai. Sono questi ragionamenti che portano una persona all’esasperazione e alle volte anche fino a commettere l’omicidio. Il matrimonio è un atto d’amore…quando l’amore finisce non ha + senso di esistere…PUNTO

  • L’abbandono del tetto per violenze dove lo mettiamo??? Oppure al solito, se abbandona la donna va bene mentre alle violenze donna vs uomo non ci pensa nessuno? Hai ragione Anna, questi sono imbecilli e la sentenza è imbecille

  • Purtroppo (o per fortuna) il matrimonio E’ UN CONTRATTO con cui si mette nero su bianco diritti e doveri che dovrebbero essere “naturali” tra due persone che si vogliono bene. E che dovrebbe servire a tutelare specialmente il coniuge emotivamente o economicamente più debole.

  • Riguardo alle violenze, è giusto tutelarsi “scappando” dall’ambiente ostile, ma le violenze dovrebbero essere reali e di discreta entità, non basta “alzare la voce di tanto in tanto”, il clima deve essere concretamente pericoloso. I certificati del pronto soccorso, le confidenze di familiari, amici, sedute dallo psicologo dovrebbero essere fatte PRIMA della fuga da casa.

  • Adriana allora tu sei contrario al contratto prematrimoniale?

  • Anna se l’amore finisce ..si dicute di lasciare vivere ad ognuno la propria vita come desidera ..andando dal legale oppure anche senza legale in comune accordo e separasi..perchè esiste questa discussione?se di violenze si parla ripeto che deve solo denunciare e la cosa non esiste.. di cosa si discute ora? il problema e che le donne vogliono sempre un’arma di difesa.. andare via di casa per poi dire che subivano vilenze.. e siamo punto e accapo.

  • Infatti è proprio questo che sto dicendo, se non ci si ama più ci si può separare, ma se nel frattempo ti capita qualcosa di bello che possa dare di nuovo luce e speranza non credo sia giusto farselo scappare! Ripeto che chiaramente bisogna risolvere poi la cosa al più presto! Non conosci però Adriana per dire che noi cerchiamo la scusa della violenza per essere tutelare ed avere scuse! Noi siamo proprio contro questo tipo di donne che inventano false accuse!

  • Io sono per la tutela dell’incolumità degli individui e la salute viene prima di qualsiasi cartaccia scritta

  • Se uno o UNA ti alza le mani addosso più volte, alla decima (ma anche prima) per me il contratto è rescisso. Anche nel lavoro esiste la GIUSTA CAUSA, dunque… più giusta causa della salute cosa c’è?

  • Kirap il nostro discorso è univoco che si tratti di donne o uomini! Non devono esistere differenze o privilegi dovremmo finalmente essere tutto uguali di fronte alla legge

  • Sicuro ma non bisogna aspettare la decima volta ..se ciò non ti sta bene allora denuncia l’avvenimento .. e allora sarai nel giusto..no abbandonare la casa e trovare difesa in una falsità come la violenza.. adriana io sono con te ..la violenza la usano solo le persone ignoranti..oppure veso essi perchè ottusi nell’intendere..hahaha.. scherzo .. ma sappiamo che questa è un ‘arma in mani sbagliate.. le violenze ci sono e bisogna tutelarle ..ma non a prescindere.. bisogna che siano veritiere e fondate..

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