Uccidere l’ex moglie conviene


Secondi prassi giuridiche con bravi avvocati penalisti e a regole di legge ,conviene eliminare la propria ex moglie o marito e non pagare un mantenimento.
Cosa ormai incivile e obsoleta nei tempi che percorriamo.
Non ci meravigliamo se la giustizia porta a delinquere.

I giudici: Parolisi ha ucciso per soldi e non per passione

TERAMO. Tra il divorzio e 35 pugnalate inferte sul corpo della moglie ha scelto le seconde. Tra il rischio di dover pagare l’assegno di mantenimento alla donna che voleva lasciare, per fuggire con l’amante Ludovica, e l’omicidio, ha preferito macchiarsi di sangue. Salvatore Parolisi ha ucciso per soldi e non per passione: dicono questo ora in procura a Teramo ed i giudici del riesame dell’Aquila. Siamo così al terzo movente ipotizzato dal primo giorno della maledetta storia di Civitella.

Dal delitto passionale, all’omicidio legato ad un segreto, torbido e inconfessabile, che si nasconde nella caserma di Ascoli Piceno fino ad arrivare alla terza pista, quella dell’ossessione di Parolisi verso i soldi. Verso i suoi risparmi: i centomila euro – scoperti tre giorni fa dai carabinieri e dalla guardia di finanza – guadagnati faticosamente nelle missioni militari all’estero, nei Balcani e poi in Afghanistan, che il caporalmaggiore custodiva in una banca di Frattamaggiore.

Persino Melania era all’oscuro dei risparmi del marito che, all’amante Ludovica, un mese dopo il delitto, dice la frase shock: «Non ti preoccupare perché tu ora vivrai di rendita». Di questi soldi Parolisi non ha speso un euro. Non risultano uscite dai suoi conti correnti. Né si è concesso lussi. Parolisi considerava davvero un tesoro i suoi 100mila euro. Arriviamo così alle due frasi, scritte dai giudici del riesame dell’Aquila, che hanno spostato le indagini delle procura di Teramo su questa nuova ed ennessima chiave del delitto di Ripe.

Cosa scrivono i giudici? «La separazione dalla moglie casalinga, senza attività lavorativa e con una figlia piccola da mantenere, avrebbe comportato per lui una situazione economica estremamente difficile», è la prima delle due affermazioni. La seconda è più chiara: «Si vuole rilevare come tale prospettiva (versare un assegno di mantenimento alla moglie) abbia influito nell’acuire lo stato di tensione interna di Parolisi. Stato di tensione che è deflagrato nell’episodio delittuoso».

Non vedeva, Parolisi, una razionale via d’uscita, spiegano in sintesi i magistrati aquilani, che non parlano più di un marito finito in un imbuto passionale, prigioniero di uno scollamento sentimentale, tra la moglie Melania che gli avrebbe chiesto soldi per il divorzio e la soldatessa-amante Ludovica che lo incalza e per Pasqua gli prenota una camera d’albergo ad Amalfi per fargli conoscere i genitori. I soldi delle missioni militari più che la passione armano il caporalmaggiore, sostengono anche i pm teramani Davide Rosati e Greta Aloisi. Per i giudici non è più una questione di cuore, ma solo venale

kirap

kirap

Non si conosce mai abbastanza bene una donna fino a quando non la si incontra in tribunale.
(Per la maggiore)
https://www.separati.eu/

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