Un Papà separato va a prendere sua figlia a scuola e succede il finimondo

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«Non voglio andare con papà» La prof non consegna l’alunna

Litigio e tensioni fuori da scuola, la docente chiama la polizia. La ragazzina rifiuta di rincasare con il genitore separato e rientra in classe

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MESTRE - Non si aspettava di trovare il papà ad aspettarla all’uscita da scuola e non aveva voglia di tornare a casa con lui. Così, poco dopo la campanella delle 13, martedì mattina alla scuola media Cesare Battisti di Mestre, una ragazzina ha scelto di opporre il suo «no» alla situazione che non le andava a genio, in modo plateale: è ritornata dentro la scuola, e ha detto di non voler più uscire. Accanto a lei, nell’atrio, una docente dell’istituto che, viste le circostanze, ha deciso di prendere le sue parti di fronte al padre. E questo è bastato per far degenerare le cose. La tensione tra i due adulti è sfociata presto in lite. I toni si sono alzati, sono cominciate le urla. Un banale litigio familiare che i fatti di Cittadella dei giorni scorsi forse hanno contribuito a ingigantire nelle reazioni di tutti: la ragazzina, la professoressa e il padre, fino all’arrivo di tre volanti della polizia. «Si è trattato di un’aggressione verbale pesante, che si è protratta per un po’ – riferisce la preside Gabriella Mazzone -, la docente ha temuto di non riuscire a gestire la situazione».

Un timore che si è trasformato pochi minuti dopo in paura. E l’insegnante ha deciso di chiamare la polizia, che è arrivata sul posto con tre volanti, davanti agli sguardi sgomenti degli altri allievi all’uscita. Forse si è trattato di una prudenza eccessiva da parte della docente, forse qualche condizionamento psicologico, ma tant’è. «La professoressa ha chiamato la polizia e anche la madre dell’alunna, chiedendole di venire a prenderla – spiega Mazzone – una volta arrivata la mamma, le cose si sono chiarite abbastanza velocemente. Io sono arrivata davanti al cancello solo più tardi, quando tutto si era già sistemato e i genitori stavano prendendo accordi tra loro». Secondo la ricostruzione della polizia, l’uomo avrebbe alzato la voce contro l’insegnante che, prendendo le difese della ragazzina, gli aveva di fatto impedito di portarla a casa con lui. Non ci sarebbero gli estremi, però, per parlare di aggressione e per procedere quindi d’ufficio. Nessuna denuncia, dunque, perché sulla carta non sarebbe stato commesso alcun reato.

La vicenda, quindi, almeno a livello giudiziario, dovrebbe chiudersi qui, a meno che padre o insegnante non decidano di sporgere querela. Cosa che, però, fino a martedì non hanno fatto. «L’episodio si è chiuso in fretta, appena sono arrivate le forze dell’ordine – spiega Mazzone -, l’alunna è andata a casa con la madre ma i genitori si sono parlati e hanno preso una decisione di comune accordo». Gli investigatori hanno appurato che non c’era motivo per cui il padre non potesse prelevare la figlia da scuola. I genitori, separati, hanno infatti ottenuto l’affido condiviso. Il papà della ragazzina, dunque, figura tra le persone che hanno l’autorizzazione ad andarla a prendere a scuola. «Non c’è ragione di farne un caso, è stato un litigio – dice ancora la preside – la docente non sapeva cosa fare per riportare la situazione entro i limiti e ha agito d’impulso, ma le forze dell’ordine, quando sono arrivate, si sono trovate davanti una situazione quasi rientrata nei ranghi». Resta da capire perché, però, la ragazzina abbia manifestato una così strenua resistenza nei confronti del genitore. E perché, di fronte a quello che potrebbe anche suonare come un capriccio, la docente abbia deciso di prendere le parti della ragazzina. La polizia, come da prassi, segnalerà il caso al tribunale dei minori.

Alice D’Este
Davide Tamiello

Fonte http://corrieredelveneto.corriere.it/

kirap

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Non si conosce mai abbastanza bene una donna fino a quando non la si incontra in tribunale.
(Per la maggiore)
https://www.separati.eu/

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  • Enrico

    Non è ipotizzabile li reato di sottrazione di minore a carico dell’insegante che ha sottratto la bambina a suo padre?

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